Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Acciaieria, nanoparticelle nei tessuti, la Provincia smentisce. Il Comitato conferma

E' polemica aperta sulla denuncia fatta dal Comitato 26 gennaio: il fatto di aver segnalato la presenza di nanoparticelle provenienti dalla fusione dell'acciaio in due biopsie di altrettante donne residenti in Valsugana

E' polemica aperta sulla denuncia fatta dal Comitato 26 gennaio: il fatto di aver segnalato la presenza di nanoparticelle provenienti dalla fusione dell'acciaio in due biopsie di altrettante donne residenti in Valsugana - una delle quali morta di cancro a 34 anni - ha provocato la reazione della Provincia. In particolare dell'Azienda sanitaria (cioè dell'assessore Ugo Rossi) e dell'Appa. Di seguito pubblichiamo integralmente il comunicato della Provincia con le rassicurazioni del caso e la replica dell'avvocato Mario Giuliano

Il comunicato congiunto Appa - Apss

In merito a quanto apparso oggi sui quotidiani locali,  facendo per altro presente che nessun documento ufficiale è pervenuto all’APPA e APSS, si precisa quanto segue: per quanto riguarda l’aspetto ambientale la situazione è sistematicamente seguita, ed è stato oggetto di studio anche in collaborazione con autorevoli istituzioni scientifiche pubbliche provinciali e extraprovinciali, quali il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università degli Studi di Trento (oggi DICAM), il Dipartimento di Scienze del Farmaco dell’Università degli Studi di Padova, l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, l'Università Cà Foscari di Venezia, Università di Brescia e Politecnico di Milano. www.appa.provincia.tn.it Si ribadisce inoltre che  dall’attività di monitoraggio non sono emersi dati o elementi che possano allarmare la popolazione e portare alla imprudente e pericolosa affermazione di “disastro ambientale”. I controlli naturalmente continueranno alla ripresa dell’attività dell’acciaieria. Analogamente sul fronte della salute le indagini epidemiologiche integrate da attività di biomonitoraggio non hanno documentato particolari situazioni di rischio. I dati delle diverse tipologie di indagine sono regolarmente pubblicati sui siti di pertinenza e accessibili   e messi a disposizione dell’ Autorità Giudiziaria.

In merito alla correlazione tra i due diversi casi di malattia e le esposizioni a inquinanti, l’APSS, dopo aver acquisito la documentazione ufficiale, si riserva di verificarne la veridicità  e l’attendibilità scientifica facendo ulteriori e precisi approfondimenti che verranno puntualmente resi pubblici. In conclusione, in base alle ricerche condotte,  ai dati e alle conoscenze oggi disponibili,  è del tutto fuorviante affermare che nella zona di Borgo Valsugana ci sia stato un maggior numero di casi di tumore collegati alla presenza dell’impianto dell’acciaieria.

AZIENDA PROVINCIALE PER I SERVIZI SANITARI

AGENZIA PROVINCIALE PER LA PROTEZIONE DELL'AMBIENTE

La risposta di Giuliano

Osservo quanto segue in merito al comunicato odierno di APPA e APSS e alle dichiarazioni di Rossi e Pacher sulla questione dell'inquinamento provocato dall'acciaieria di Borgo Valsugana e le conseguenti ricadute sulla salute. Ebbene innanzitutto stona che due assessori e due enti pubblici si ergano a difensori d'ufficio di un imprenditore che è stato più volte imputato e che ha operato in modo spregiudicato per 30 anni, senza essere stati nominati da nessuno. Visto che difendono le posizioni altrui come fossero le proprie significa che hanno anche loro delle colpe, in particolare dati gli omessi controlli, per cui la denuncia per disastro ambientale e per i connessi reati la farò anche nei loro confronti. Pacher si arrocca dietro agli studi non conclusivi fatti dalla Provincia, tra l'altro sistematicamente interpretati dai politici in modo aprioristicamente tranquillizzante, anche nei casi un cui erano segnalate criticità. Il che la dice lunga sulla loro buona fede. Sarà poi la Corte dei Conti a valutare se quel denaro pubblico è stato speso bene o meno, visto che noi spendendo 50 volte di meno i riscontri li abbiamo trovati. Quanto alle dichiarazioni dell'assessore Rossi, non risulta che lo stesso, essendo un avvocato, abbia la competenza scientifica per affermare quello che afferma. E tra l'altro verrebbe da dubitare anche della sua competenza giuridica se non fosse che ieri sera, un'ora dopo la diramazione del comunicato congiunto APPA APSS, lo avevo diffidato avvertendolo che lo avrei denunciato. In questo caso non si tratta quindi di incompetenza ma di protervia. Darò pertanto corso alla prospettata denuncia nei confronti di tutti i responsabili, e in primis di Rossi, per favoreggiamento personale (per la strenua difesa di un imprenditore colpevole di gravi reati, non solo di contravvenzioni), diffamazione e minaccia (per i motivi di cui infra), e appropriazione indebita aggravata (per il rifiuto di consegnare due biopsie, che sono di proprietà dei pazienti e loro familiari, non dell'APSS). Quanto alla prospettata diffamazione e minaccia appare minaccioso l'inciso "imprudente e pericolosa affermazione di disastro ambientale". Pericolosa in che senso, e per chi? Cosa intende dire Rossi? Diffamatorio è poi etichettare come allarmistica la nostra denuncia e insinuare profili di falsità delle analisi ("si riserva di verificarne la veridicità"). E' solo propaganda, e anche rozza, volta a disincentivare la disponibilità dei pazienti per ulteriori analisi. 
Avv. Mario Giuliano
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