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La Uil chiede di abolire i Bim, sono "riserva indiana" per politici trombati

Si tratta di struttura che assomigliano ad una "riserva indiana per garantire un rilevante quantitativi di poltrone e strapuntini agli amici degli amici, ai portatori di voti od agli amministratori locali od ai politici a “fine corsa”, sempre nostalgici però di prebende e poteri"

Intervenire per abolire i Bim, i Bacini imbriferi montani - principalmente quelli dell'Adige, del Chiese, del Brenta e del Sarca. Lo chiede il segretario della Uil del Trentino Walter Alotti. I Bim risalgono devono la loro esistenza ad una legge del 1953 con la quale veniva riconosciuto alle comunità montane un risarcimento economico per lo sfruttamento del territorio a scopo idroelettrico denominato “sovracanone”. Da sessant'anni assolvono l'unica funzione di redistribuzione tra i Comuni consorziati dei sovracanoni dovuti dall'ENEL  e dalle aziende di produzione idroelettrica per la captazione delle acque destinate alla produzione di energia elettrica. Se si analizzassero  i contributi a scopo sociale erogati da questi Enti, esulando dalle erogazioni specifiche per fini d'istituto che nessuno contesta, scopriremmo una diffusione a pioggia di consulenze e soprattutto  contributi assolutamente minimali, da poche decina a qualche centinaio di euro per beneficiario (associazioni sportive, culturali, pro loco, folkloristiche), che messi assieme possono diventare   (come nel caso del solo BIM dell'Adige per il 2012) la cifra importante di 1 milione e 400 mila euro. Per non dire delle spese correnti, comprendenti personale, funzionamento ed organi di amministrazione che, sempre per il 2012, per il solo Bim dell'Adige, superano di poco anch'esse il milione d'euro.

Per la Uil, quindi, sono organismi ormai superati, non costituzionali, che continuano ad operare e sopravvivere anche in Trentino, trasversali alla rete municipale ed a quella, anch'essa non prevista dall'ordinamento costituzionale, delle Comunità di Valle trentine. Crediamo sia inopportuno - afferma Alotti - tenere in piedi questa sovrastruttura politico istituzionale, che oltrettutto ha costi non indifferenti e costituisce spesso un'ulteriore “riserva indiana” per garantire un rilevante quantitativi di poltrone e “strapuntini” agli “amici degli amici”, ai portatori di voti od agli amministratori locali od ai  politici a “fine corsa”, sempre nostalgici però di prebende e poteri. Noi crediamo che non sia più né possibile, ne necessario, né opportuno difendere tutti i nostri livelli istituzionali (regione, provincia, comune, comunità di valle) e trasversali ( Bim su tutti)".

La Uil, quindi, lancia un'appello: "C'è qualche politico che ha la capacità di illuminare la scena con degli atti che dimostrino prospettiva e lungimiranza o dobbiamo continuare ad assistere alla triste scena della corsa alle candidature e della  trita riproposizione  delle classiche pratiche politico-clientelari, in favore delle categorie di possibili elettori, di riferimento? Noi aspettiamo che qualcuno sappia ridistribuire equamente la  ricchezze del nostro territorio a tutta la  società trentina  ed ai lavoratori ed i pensionati che regolarmente pagano le imposte".

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