Firmata l'ordinanza, questa volta niente cattura: l'orso dev'essere abbattuto

L'orso del Monte Peller va abbattuto, l'ordinanza di Fugatti fa riferimento all'ultima delle azioni previste dal Piano di gestione

forestali in azione

Fugatti ha firmato l'ordinanza, e l'ordine questa volta è uno solo: abbattere l'orso. Dopo l'aggressione ai danni di padre e figlio, cacciatori, sul Monte P?eller il governatore trentino ha aspettato due giorni e poi, dopo aver avvertito il Ministero, ha dato ordine ai forestali di trovare l'esemplare responsabile dell'aggressione ed abbatterlo. Ad eseguire la "sentenza" sarà il Corpo forestale provinciale.

Questa volta non si tratta, dunque, di catturare l'animale per poi rinchiuderlo, come avvenuto con il caso dell'orso M49, il celebre "papillon". L'ordinanza prevede di appricare la lettera 'k' del Piano Pacobace, il Piano di azione interregionale per la conservazione dell'orso bruno nelle Alpi centro orientali. Si tratta di una delle possibili azioni di controllo che gi enti coinvolti possono intraprendere nel caso di un orso problematico. Sicuramente la più drastica.

L'orso, però, non è ancora stato identificato. Le analisi delle tracce organiche raccolte sul posto dalla forestale sono ancora in corso presso la Fondazione Edmund Mach di San Michele all'Adige. Non si può dunque sapere se quell'orso abbia attaccato l'uomo altre volte, se si sia spinto in malghe e baite. L'episodio del Monte Peller per Fugatti basta e avanza per emanare un'ordinanza di questo tipo. Il piano Pacobace, infatti, prevede l'abbattimento solo in certe situazioni e solo una sembra essere compatibile con la dinamica di quanto accaduto sul Monte Peller: l'orso ha attaccato senza essere provocato.

Nell'ordinanza si specifica anche che l'attacco "è avvenuto in orario diurno (erano le 18 Ndr) ed in una zona normalmente frequentata dalle persone". Addirittura si accenna al fatto che la zona si trovi "a monte di un grosso centro abitato (Cles), è accessibile liberamente al traffico automobilistico ed è caratterizzata nella stagione estiva, che comincia proprio in questi giorni, da un importante afflusso di gente, locali e turisti, facendo aumentare in maniera significativa la possibilità di ulteriori incontri, anche ravvicinati, con il soggetto in questione". 

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Su quest'ultimo punto sono state sollevate numerose critiche: la località in cui si è svolto il drammatico incontro è in realtà in media montagna, mentre Cles si trova nel fondovalle. Vi si accede percorrendo una strada forestale, e poi proseguendo a piedi, tant'è che anche Christian e Fabio Misseroni, i due aggrediti, stavano procedendo a piedi nel bosco. Solamente quando l'animale si è allontanato sono tornati, faticosamente, all'auto, con la quale si sono recati in Pronto Soccorso. 

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