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Trento, la birreria Pedavena è una bottega storica

Targa del Comune al locale aperto dal 1921 in via Santa Croce. Stesso riconoscimento anche per la farmacia Santa Chiara, avviata nel 1924 e situata poco distante

La birreria Pedavena e la farmacia Santa Chiara sono le due nuove botteghe storiche di Trento. Gli esercizi che distano pochi metri l’una dall’altra, lungo via Santa Croce, sono stato riconosciuti ufficialmente da Fabiano Condini, assessore comunale allo sviluppo economico, che ha consegnato le targhe ai titolari. Il totale delle attività "tutelate" per il loro valore storico sale così a 15.

“Per la Birreria Pedavena - precisa il Comune - punto di riferimento enogastronomico per trentini e turisti, è stato determinante il fatto che il pubblico esercizio è sempre rimasto negli stessi locali fin dalla sua apertura nel 1921, recando la stessa insegna”. Secondo Palazzo Thun i lavori di ristrutturazione e ampliamento effettuati nel 2002 non hanno snaturato il luogo. “Il bocciodromo attiguo alla birreria è stato trasformato in un'ampia sala circolare, arredata però in stile, con tavoli in legno e fusti in rame per la spillatura a caduta della birra realizzata artigianalmente”. Nel locali, ricorda l’amministrazione, sono inoltre presenti arredi e documenti di particolare interesse storico, mentre alle pareti sono appesi piatti in ceramica, vecchie stampe e fotografie che rappresentano piazza Fiera, via S. Croce, l'interno e l'esterno della birreria negli anni Trenta.

Pochi metri più in là nei pressi della piazzetta del centro Santa Chiara è situata l'omonima farmacia, gestita dalla stessa famiglia dal 1924 nell'edificio oggi tutelato dalla sovrintendenza ai beni architettonici, che presenta tra l'altro una parete con pietra di Trento a vista. In precedenza il negozio era annesso al vecchio ospedale cittadino ospitato dai locali occupati dal centro per i servizi culturali. La farmacia, informa il Comune, è arredata con oggetti e attrezzature di particolare interesse storico: i banconi di legno massiccio rivestiti di marmo, gli armadi, le vetrine e le cassettiere in legno tipiche delle farmacie d’epoca, vasi contenenti i componenti per i preparati galenici, vasi dosatori, bilancini di precisione e relativi pesi, un microscopio antico, attrezzi per preparare i farmaci, un grande mortaio in pietra e altri mortai di minori dimensioni, sterilizzatori a corrente di vapore. E ancora: due presse per preparare il materiale fitoterapico, densimetri, vecchie siringhe, contenitori in vetro, provette, pilloliere, suppostiere, ceramiche per unguenti. Ospita inoltre una biblioteca che raccoglie antichi registri, ricettari e farmacopee ed è presente nel calendario delle antiche farmacie in Italia, curato dall'Accademia italiana di storia della farmacia.

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