Cronaca

Si è spento Paolo Cavagnoli, lo storico presidente dell'Associazione per i minori

È stato un grande protagonista della scena pubblica trentina, impegnandosi in politica, nel giornalismo e nella pubblica amministrazione

Il fondatore e presidente storico dell'Appm (Associazione provinciale per i minori) si è spento, all'età di 83 anni, nel pomeriggio di mercoledì 11 agosto. La notizia è stata divulgata dall'associazione stessa con un post pubblicato su Facebook nella tarda serata di mercoledì: 

Oggi è un giorno triste, e le parole per descrivere questo momento sono difficili da trovare. Ci lascia Paolo Cavagnoli, per tutti noi IL PRESIDENTE. Non una persona qualsiasi, non una figura della quale ci si possa dimenticare. A lui dobbiamo la nascita dell'Associazione provinciale per i Minori (Appm), grazie alle sue intuizioni, alla sua dedizione e alla sua passione profonda. Una storia che dura da 45 anni e che ha contribuito a disegnare e a caratterizzare la storia del privato sociale nella nostra Provincia. Paolo Cavagnoli lascia un grande vuoto, ma al tempo stesso un’eredità da non disperdere e far crescere con la sua stessa passione. Una sfida tutt’altro che semplice, come spesso ci ricordava, ma necessaria, che raccogliamo con orgoglio e responsabilità, ricordando il suo “sempre avanti!” che dovrà ispirarci nel nostro operato. Grazie Presidente, grazie di tutto!

Il cordoglio della Giunta provinciale 

"Un uomo che ha dato molto alla sua terra, dedicando la propria vita al sostegno dei più deboli, ma anche all’impegno civile e amministrativo, portato avanti sempre con grande passione ed instancabile tenacia". Così il presidente della Provincia, con gli assessori della Giunta, ricorda la figura di Cavagnoli.

Il ricordo del Partito Democratico Trentino

"Ricordare Paolo Cavagnoli nel momento della sua scomparsa significa rammentare, non solo l’uomo ed il suo impegno quotidiano nei confronti soprattutto dei ragazzi in difficoltà, ma anche una stagione intensa ed irripetibile di solidarietà vissute costruttivamente e di sensibilità politiche capaci di farsi interpreti sempre delle fragilità e delle debolezze del vivere - affermano La consigliera provinciale Sara Ferrari e la Segretaria provinciale del PD, Lucia Maestri -. Cavagnoli è stato un precursore; un alto funzionario attento a non perdere mai il contatto con la realtà; un appassionato cultore delle socialità ed una amorevole guida dell’Associazione Provinciale per i Minori, che è forse il suo lascito più prezioso ed importante. Nel porgere alla famiglia i sentimenti di una sincera partecipazione, il Partito Democratico del Trentino vuole indicare la figura di Cavagnoli come quella di un esempio virtuoso di umanità condividente, nella certezza che la sua lezione sociale non verrà mai meno e sarà contributo importante per combattere gli egoismi che stanno segnando purtroppo anche questo tempo e che provano ad impoverirci tutti". 

Il saluto dell'Amministrazione comunale di Trento

"Non c'è sfida più grande e fondamentale di quella educativa: Paolo Cavagnoli, di cui sentiamo già la mancanza, si era sentito investito di questa responsabilità fin da giovane. Prendersi cura dei ragazzi trentini in difficoltà, del loro benessere e della loro felicità è stata per lui la missione di una vita: all'inizio da assistente sociale, poi da fondatore dell'Appm, da dirigente provinciale e anche con l'impegno in politica e nel giornalismo". Così il sindaco Franco Ianeselli ricorda Paolo Cavagnoli, scomparso ieri a 83 anni,  dando voce al cordoglio della Giunta e dell'intera Amministrazione comunale.

"Paolo Cavagnoli è stata una di quelle persone che sapevano vedere più lontano degli altri - continua il sindaco - Soprattutto, riusciva a trovare le soluzioni laddove gli altri   vedevano solo difficoltà. Il pragmatismo che lo caratterizzava era sostenuto da una grande sensibilità e da una cultura dell'educazione innovativa e all'avanguardia grazie alla quale nei minori più fragili riusciva a vedere non un problema, ma una risorsa da valorizzare. Tuttavia non renderemmo giustizia alla sua figura di educatore se non parlassimo dello spessore politico di Cavagnoli, che per gli amministratori trentini è stato una guida e un pungolo, come dimostra anche una delle sue ultime battaglie per la nuova sede di Appm. Alla politica Cavagnoli ha trasferito le sue idee e i suoi progetti, chiedendo che la comunità trentina se ne facesse carico. Anche per le Politiche sociali e per le Politiche giovanili del Comune, è stato un punto di riferimento fondamentale".

Conclude il sindaco: "Con la scomparsa di Paolo Cavagnoli, che si va ad aggiungere a quelle recenti di Francesca Ferrari e di Bruno Masè, Trento e il Trentino perdono tre figure profetiche, capaci di tracciare nuove strade e di coinvolgere nel viaggio un'intera comunità. Il modo migliore per ricordarli è quello di prendere il testimone del loro impegno a favore dei più fragili e delle generazioni più giovani".

Anche il presidente del Consiglio comunale Paolo Piccoli ricorda Cavagnoli: "Dopo Francesca Ferrari e Bruno Masé la città perde un altro campione del solidarismo. Paolo Cavagnoli ha portato sia nel suo impegno politico nella Democrazia Cristiana, in Comitato provinciale, in Comune e in Comprensorio, sia nel suo lavoro, quel personalismo cristiano che ha caratterizzato l’impegno dei cattolici nella nostra terra, sempre volto al bene comune e al sostegno dei più deboli".

Ugo Rossi lo ha definito "un grande uomo, un grande trentino"

Il consigliere provinciale Ugo Rossi ha condivido alcuni dei suoi ricordi con Cavagnoli: "Un grande uomo, un grande trentino. L'ho conosciuto in qualità di presidente di APPM quando ero assessore alla salute e politiche sociali. Non ci volle molto per cogliere ed apprezzare la sua grande umanità, la sua ostinata determinazione nel perseguire gli obiettivi e il suo modo diretto e senza fronzoli di rapportarsi. Ne nacque un rapporto che è andato un po' oltre i normali contatti "istituzionali" e gli sono grato perché non mi fece mai mancare i suoi pareri "diretti" e i suoi stimoli. La sua storia e il suo dedicarsi ai più deboli parlano da soli e ci consegnano l'impegno di mantenere saldi i valori che ha praticato nella sua vita. Ricordandolo con commozione mi sento di ringraziarlo perché mi ha onorato della sua amicizia e perché con la sua vita ha onorato la sua terra, il Trentino".

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