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Cronaca

Anffas, il sogno di due mamme preoccupate è realtà da 50 anni

L'associazione festeggia il mezzo secolo: nata da un incontro casuale in una lavanderia, oggi segue 700 persone con disabilità in 35 centri attraverso 47 servizi. I dipendenti e i collaboratori superano le 500 unità, 340 sono i volontari

Festa di compleanno, oggi nella Sala Stampa della Provincia, per i cinquant'anni di attività dell'Anffas. "Voi siete la testimonianza che i cittadini consapevoli, quando si muovono assieme, con passione ma anche con competenza, riescono ad arrivare sui problemi prima delle istituzioni!" Con queste parole il presidente della Provincia ha accolto il presidente Luciano Enderle, che era accompagnato da Massimiliano Deflorian, direttore generale e da alcuni operatori, genitori e ragazzi. Tutto è iniziato dentro ad una lavanderia di Trento quando due ex compagne di scuola si sono ritrovate casualmente, dopo essersi perse di vista per diversi anni, scoprendo di condividere la stessa preoccupazione: la nascita di un figlio con disabilità. Era il 1965. Da quel momento, attraverso il passa parola, poche persone, accomunate dallo stesso problema, senza particolari mezzi ma dotate di infinito coraggio e determinazione, si sono rimboccate le maniche per costruire un futuro diverso per i propri figli con disabilità intellettiva. A quell'epoca vergogna e rassegnazione costringevano le famiglie ad un isolamento forzato, anche in Trentino. Qualche anno prima, nel 1958, a Roma era nata la prima associazione italiana che si occupava di tutela dei diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Da Trento a Roma il passo è breve. Si prendono i primi contatti, ci si informa e si decide di aderire all'Anffas con lo scopo di rompere l’isolamento nel quale era tenuto il ragazzo “disabile”, e poi di svolgere un’opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica ritenuta di importanza fondamentale per la risoluzione dei molti e gravi problemi di questa realtà. Anffas Trentino, dal 2003 associazione autonoma rispetto alla sede nazionale, segue 700 persone con disabilità intellettiva e/o relazionale attraverso 35 centri sparsi su grande parte del territorio provinciale attraverso 47 servizi. I dipendenti e i collaboratori superano le 500 unità, 340 sono i volontari, 1.800.000 le ore di attività riabilitativa, di assistenza e di cura erogata in un anno. Numeri importanti che testimoniano una presenza seria, professionale e attenta alle esigenze della persona.

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