Vent'anni fa la tragedia del Cermis, un ricordo ancora doloroso

Erano le 15.40 del 3 ebbraio 1998 quando un aereo americano tranciò il cavo della funivia del Cermis, facendo precipitare nel vuoto 18 persone

Un anniversario doloroso: a vent'anni di distanza dalla tragedia del Cermis oggi in paese  si è tenuta una messa in ricordo delle vittime. Erano le 15.40 del 3 febbraio 1998 quando un aereo militare americano, che volava troppo basso, tranciò il cavo della funivia a 400 metri dall'arrivo. Diciotto persone precipitarono nel vuoto per un centinaio di metri. A bordo c'erano sette turisti tedeschi, cinque belgi, due polacchi, due austriaci, un olandese e tre italiani cui il manovratore Marcello Vanzo, di Cavalese. 

L'allora presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, pur rivolgendo scuse ufficiali al Governo italiano, non concesse che i quattro marines ritenuti responsabili della tragedia fossero giudicati in Italia. Il Governo americano risarcì le famiglie delle vittime con 2 milioni di euro ciascuna. 

Di ingiustizia per l'impunità dei colpevoli ha parlato don Renzo Caserotti, allora parroco di Cavalese, intervistato da Radio Trentino In Blu (clicca qui). Dei quattro marines due venenro assolti. Solamente due furono esppulsi dalla marina: il capitano, condannato a sei mesi di reclusione non per la strage ma per aver distrutto il video del volo, ed il copillota, complice della distruzione delle prove, che evitò il carcere.

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