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La Protezione civile: fase critica alle spalle. Così tanta pioggia non si vedeva dal 1966

Da segnalare che la perturbazione in fase di conclusione è stata la più significativa dal novembre del 1966, quando l'Adige ruppe gli argini e allagò Trento

La Protezione civile del Trentino comunica in una nota che si è conclusa la fase più intensa della perturbazione, la più rilevante dal 1966. Meteotrentino conferma infatti che la fase più intensa della perturbazione che ha colpito la provincia negli ultimi giorni è terminata la scorsa notte. Sono ancora possibili delle precipitazioni residue, a livello locale. Da stasera fino a tutto mercoledì è previsto tempo asciutto, mentre giovedì ci saranno delle piogge di lieve intensità. Da segnalare che la perturbazione in fase di conclusione è stata la più significativa dal novembre del 1966, quando l'Adige ruppe gli argini e allagò Trento. 

L'eccezionale ondata di maltempo abbattutasi sul Trentino ha provocato danni importanti anche alle forniture di energia elettrica e gas, tanto alle famiglie quanto alle utenze collettive: servizi pubblici e privati, imprese e così via. Stamani nel corso della riunione della Sala operativa è stato fatto il punto della situazione, assieme anche ai responsabili di Terna , Set e Novareti Gas. Le zone più colpite sono la Valsugana e le valli di Fiemme e Fassa. Per quanto riguarda in particolare la rete a media ed alta tensione, gli utenti disalimentati sono oltre 50.000. Problemi anche nell'erogazione del gas in particolare sull'asta dell'Avisio, dove è stata decisa la chiusura delle attività produttive energivore, artigianali e industriali. Nelle zone dove sono maggiori i disagi si invita l'utenza ad un uso parsimonioso della risorsa eventualmete disponibile, utilizzando quindi luce e gas solo per attività basilari. 

Terna segnala da ieri pomeriggio gravi problemi soprattutto in Valsugana e val di Fiemme. Pergine è parzialmente priva di corrente. Disalimentata anche tutta la Bassa Valsugana. I problemi sono stati causati principalmente da schianti di piante abbattutesi sugli impianti a causa del forte vento. Ci sono  attualmente in valsugana 5 squadre all'opera per risanare le diverse situazioni, con l'ausilio dei Vigili del fuoco che hanno messo a disposizione anche un elicottero.

In Val di Fiemme, dai primi sopraluoghi, risulta essersi determinata la situazione più grave. Parecchie campate di conduttori sono state danneggiate in particolare dalla caduta delle piante. Saranno necessari alcuni giorni di lavoro per risanare la situazione in via definitiva ma i tecnici stanno lavorando per rialimentare attraverso le reti ancora funzionanti le utenze. Nella zona sono al lavoro attualmente diverse squadre. Nel vicino bellunese si registra una situazione anche più grave il che rende impraticabile per il momento l'ipotesi di alimentare per quella via l'area del comune di Moena. Attualmente risulta disalimentato anche l'ospedale di Cavalese, che per le sue esigenze energetiche si serve del gruppo elettrogeno. Infine, nella vasta area che va da Storo a Tione fino a Madonna di Campiglio e zone limitrofe l'alimentazione garantita tramite rete media tensione.

In totale attualmente sono circa 12000 gli utenti in Trentino disalimentati dalla rete a media tensione e più di 40 mila quelli disalimentati dall'alta tensione. Quasi 200 tecnici di Set distribuzione e delle imprese coinvolte sono in queste ore al lavoro ma si prevede che in serata vi saranno ancora numerosi utenti disalimentati.

Sul versante delle forniture di gas si stanno concludendo i sopraluoghi, dai quali risulta che la zona più colpita è, di nuovo, quella dell'Avisio. Due gli snodi problematici. Il primo a Molina di Fiemme, dove la caduta del ponte alla Cascata di Molina ha determinato l'interruzione delle forniture alla Bioenergia Fiemme. L'interruzione si protrarrà anche nei prossimi giorni. L’altra situazione problematica è stata determinata dal cedimento dell’argine del ponte di Strametizzo. Al momento viene garantita circa un quinto della fornitura abituale. E' stata decisa la chiusura delle attività energivore (artigianale e industriale). Si lavora ora alla realizazione di un by-pass sul ponte, che sarà ultimata nell'arco di una setimana al massimo. Ciò consentirà di riattivare l'erogazione  di gas per tutto l'inverno, in attesa di effettuare interventi più risolutori nella prossima primavera. 
 

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