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Martedì, 7 Dicembre 2021
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Cinghiali: dall'Enpa il vademecum per una corretta convivenza

Cosa fare e non fare, in zone con presenza di cinghiali

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrentoToday

La presenza di cinghiali, spesso ibridati con razze domestiche o con forme originarie di altre aree geografiche, e introdotti in maniera surrettizia in Trentino, pone la questione della corretta convivenza con i cittadini. L’Ente Nazionale Protezione Animali ha stilato una serie di consigli per rapportarsi con questi ungulati nel modo migliore possibile. 1) Il primo e più importante è certamente quello di NON ALIMENTARLI. I cinghiali sono onnivori opportunisti, con una dieta a base prevalentemente vegetale, che integra attraverso il consumo di alimenti di origine animale, pertanto sono in grado di nutrirsi con i rifiuti più disparati, quindi è essenziale riporre i residui di cibo in bidoni ben chiusi. Ricordiamoci che anche il cibo per cani e gatti rappresenta cibo molto gradito: quando si somministrano gli alimenti ai nostri animali bisogna poi pulire tutto. Inoltre è importante non mettere volontariamente cibo a loro disposizione, sia perché la pratica della somministrazione di cibo è illegittima nel caso specifico (la legge nazionale vieta il foraggiamento), sia perché mette in pericolo gli animali stessi, che diventano più confidenti: in questo modo aumentano esponenzialmente gli “incontri” con i residenti. 2) NON LASCIARE CANI LIBERI. Nelle zone con presenza di cinghiali è assolutamente irresponsabile lasciare liberi cani, perché essi vengono identificati come una minaccia, causando una reazione anche energica di fronte al potenziale pericolo. Non dimentichiamo che i cani, di qualsiasi grandezza, sono parenti stretti dei lupi – i principali predatori dei cinghiali – ed è pertanto naturale che tutti gli ungulati non tollerino la loro presenza. 3) PRESTARE SEMPRE ATTENZIONE SOPRATTUTTO DURANTE IL CREPUSCOLO. In queste ore evitare passeggiate in zone isolate, oppure mantenersi nelle vicinanze di fonti luminose. I cinghiali sono spesso molto rumorosi, per cui non è difficile individuarne la presenza, consentendo di allontanarsi ad una distanza sicura. 4) FARE RUMORE ED ESSERE VISIBILI. I cinghiali, come tutti gli animali, non hanno alcun motivo di attaccare l’uomo se non si sentono in pericolo. Quindi, meglio rendere manifesta la propria presenza, facendo rumore o parlando: in questo modo permetteremo loro di allontanarsi e mantenere una distanza di sicurezza. 5) NON AVVICINARSI: sembra scontato, ma a volte ci si avvicina troppo agli animali selvatici, spesso inconsapevolmente, ma talvolta volontariamente, per osservarli da vicino. Avvicinarsi ai selvatici non è mai una buona decisione: quando sono spaventati, possono darsi alla fuga e travolgere qualunque cosa si trovino davanti, persone comprese, con grave rischio di venir feriti, gettati a terra o calpestati. 6) MANTENERE LA CALMA. Quando si incontra un cinghiale, probabilmente esso comincerà a grugnire, a rizzare i peli della schiena, a fare piccoli passi in direzione delle persone. La cosa che NON bisogna fare è mettersi a correre (comunque sarebbe più veloce di noi). Invece si deve indietreggiare lentamente, dando così tempo all’animale di allontanarsi. Ovviamente bisogna sempre lasciare una via di fuga: il cinghiale sarà pronto ad approfittarne, per allontanarsi da noi. ENPA del Trentino

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