Mercoledì, 20 Ottobre 2021
TrentoToday

Cane aggredito al parco della Predara

Negli ultimi tempi è stata resa nota una situazione che per una piccola cittadina del civile nord Italia, apparentemente tranquilla e sicura, perfino sonnolenta, sembrava impensabile: in questo piccolo centro, all'apice delle classifiche della vivibilità, per i cani e i loro proprietari non è tutto oro quel che luccica. O, meglio, anche una piccola passeggiata al parco cittadino può trasformarsi in un incubo. Questo è successo ad una giovane del luogo,Lisa, che ha visto il suo cane, tenuto correttamente al guinzaglio, ferito da un cane lasciato libero di aggredire gli altri animali e, poi, a sua volta aggredito a calci e pugni dal proprietario. Inutile l'intervento della polizia, perché l'uomo, sempre picchiando il proprio cane, si era dato alla fuga. In rispetto della legge, Lisa aveva provveduto alla denuncia sia dell'aggressione al suo cane che del maltrattamento inferto al cane aggressore da parte del proprietario. Ma ne aveva scritto anche sul suo profilo Facebook, per allertare le tante persone che frequentano quotidianamente il parco della Predara, ed è a quel punto che si è aperto un mondo.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrentoToday

Non è bastato il coraggio di Lisa a mettere fine agli attacchi che a Trento stanno spaventando molti proprietari di cani. Lei ci aveva "messo la faccia" ed aveva allertato le Forze dell'ordine, quando i suoi amati animali erano stati aggrediti da un cane lasciato libero dal proprietario, evidentemente poco attento sia alle norme che al benessere del suo animale. Ma Lisa aveva agito anche per quel cane sconosciuto: lo aveva visto mentre veniva preso a calci e pugni, quindi aveva deciso di sporgere denuncia anche per maltrattamento, affinché il povero cane aggressore (la sua preoccupazione era rivolta anche a lui) venisse sequestrato, per consentirgli di essere affidato a chi sapesse davvero garantirgli una vita serena, nel rispetto del suo benessere. Confidava nel fatto che, forti del suo esempio, anche altri proprietari di cani aggrediti tirassero fuori il coraggio, per fermare le aggressioni e difendere i propri animali da ulteriori possibili attacchi. Ma nessun altro aveva seguito il suo esempio, presentando un esposto, e Lisa era stata anche molestata e minacciata in pieno centro storico di Trento, proprio perché lei sola ci aveva messo la faccia in maniera concreta. Ora un altro tassello si è aggiunto alla storia: sembra che un altro cane incolpevole sia stato aggredito. Incolpevoli lo sono i cani aggrediti, come lo è anche il cane aggressore, perché un soggetto equilibrato e sereno, non sottoposto ad addestramenti atti ad alterare i normali comportamenti di specie, non aggredisce immotivatamente un consimile, rischiando di rimanerne a sua volta ferito. A causa dell'amore per i suoi cani e alla lodevole premura per tutti gli altri cani, nonché per aver agito secondo le regole del vivere sociale e del rispetto delle leggi, facendo ricorso - correttamente - alle Forze dell'ordine e alla Magistratura, Lisa si trova a combattere da sola una battaglia di civiltà in favore di tutti i cani coinvolti in questa brutta storia di animali in vari modi maltrattati. Ma non deve rimanere sola, non può essere lasciata a difendere in solitudine valori essenziali di una società civile: da una parte la sicurezza dei cittadini, dall'altra i diritti degli animali. ENPA condivide il suo rispetto per gli animali, che non si esaurisce nelle parole, ma si esplica in azioni concrete e coraggiose. Facendo nostro il suo appello, chiediamo che il cane segnalato per le aggressioni intraspecifiche, forse perché intenzionalmente addestrato, e a sua volta verosimilmente maltrattato, venga recuperato dal punto di vista comportamentale, smettendo di rappresentare un pericolo per i consimili, e venga affidato a chi sappia occuparsene nel rispetto delle esigenze etologiche, consentendo il suo reintegro nell'ecumene. Con forza sollecitiamo le Istituzioni e le Forze di polizia affinché agiscano rapidamente e decisamente, garantendo la sicurezza dei cittadini e la tutela degli animali, cosicché tutti i proprietari di cani tornino a vivere serenamente nella nostra città. Per ENPA del Trentino, la presidente Ivana Sandri

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