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Martedì, 17 Maggio 2022
Politica

Carri mele con i contributi covid, Manica (Pd): "Approccio clientelare della Giunta"

Il consigliere provinciale torna sul tema dei contributi covid a fondo perduto per l'acquisto dei carri mele: oltre due milioni di euro finiti nelle mani di 211 agricoltori, perlopiù nonesi. "Ad oggi nessun dubbio è stato chiarito"

Dei 3,1 milioni di euro di fondi stanziati dalla Giunta Fugatti all'interno di "Riparti Trentino" per gli imprenditori agricoli danneggiati dall'emergenza covid, quasi 2,17 milioni di euro sono andati per l'acquisto dei carri per la raccolta delle mele, piattaforme semoventi che agevolano la raccolta. Contributi a fondo perduto che la Provincia ha stanziato a più ripresa tra la seconda metà del 2020 e i primi mesi del 2021. E che sono finiti nelle mani di 211 contadini, di cui 185 (l'87,7%) residenti in val di Non.

Sul punto si era espresso più volte il consigliere provinciale del Pd Alessio Manica, presentando alla Giunta due interrogazioni nel 2021 volte a "mettere in luce un iter di tali finanziamenti tutt'altro che lineare e trasparente". E che ora accusa: "Nessun dubbio è ancora stato chiarito dalla Giunta Fugatti". 

Giovedì 17 febbraio il consigliere dem ha presentato una nuova interrgoazione. Oltre a chiedere nuovamente chiarimenti in merito al riconoscimento postumo dell'ammissibilità delle domanda per i carri raccolta, Manica fa sapere che da ulteriori approfondimenti "è emerso che il bando non prevedeva alcun vincolo di mantenimento a patrimonio aziendale del bene finanziato, come invece appare sempre nei bandi, tanto che qualche macchinario potrebbe essere già stato ceduto liberamente". 

Non solo: "il bando non ha escluso la cumulabilità del contributo in conto capitale con la possibilità di detrazione fiscale del bene aziendale per la parte non coperta da contributo, permettendo quindi un ulteriore guadagno da parte dei beneficiari e gli uffici provinciali hanno provveduto alla proroga dei termini per la rendicontazione di 46 domande di contributo a causa pare dei ritardi di fornitura dei carri stessi da parte delle aziende produttrici". Il tutto, secondo Manica, a riprova che nulla centrava il finanziamento dei carri raccolta con l’emergenza covid e con i contributi previsti per il contrasto alla diffusione della pandemia.

"Emerge ancora una volta da parte della Giunta provinciale - conclude Manica - un approccio alla gestione della cosa pubblica di tipo clientelare e un utilizzo distorto e poco trasparente delle risorse pubbliche".

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