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Salgono Rt e incidenza: ma la zona bianca non è a rischio per ora

Sale anche l'incidenza di casi settimanali per 100mila abitanti, che arriva a 19 contro gli 11 della precedente. Il Governo sarebbe intenzionato a modificare gli attuali parametri. Il decreto in vigore è valido solo fino al 31 luglio

Su Rt e incidenza, inevitabilmente. Come riporta Today, i nuovi casi di Covid aumentano in Italia. Basti pensare che quelli rilevati tra lunedì e giovedì di questa settimana (quella di metà luglio ndr) sono circa il doppio di quelli rilevati tra il lunedì e il giovedì della settimana precedente.  Rispetto agli 11 casi per 100 mila abitanti della scorsa settimana l’incidenza nazionale settimanale è salita a 19. Sicilia e Sardegna sono sopra i 30 casi ogni 100mila mentre Campania, Lazio e Veneto sopra i 20. Nonostante ciò, non c'è alcun rischio di zona gialla all'orizzonte, realisticamente. Secondo indiscrezioni, il Governo sarebbe intenzionato a modificare i parametri quanto prima. Se anche si superasse l'incidenza di 50 casi ogni 10mila abitanti, qualora non si registrasse un’alta percentuale di letti ordinari e di terapia intensiva occupati, si potrebbe restare in zona bianca nei prossimi mesi.

Rt sale a 0,91

Risale l'Rt. L'indice che calcola il tasso di replicazione del virus, calcolato dalla Cabina di regia di Istituto superiore di sanità e ministero alla Salute, questa settimana è 0,91 contro lo 0,66 della settimana scorsa e lo 0,63 della precedente. Tra l'altro l'Rt viene calcolato a circa 15 giorni fa, per ragioni tecniche, e solo sui casi sintomatici. Quindi è un dato che ancora non ha colto la grandissima risalita del numero dei casis che si è avuta proprio negli ultimi dieci giorni.

Su anche l'incidenza di casi settimanali per 100mila abitanti, che arriva a 19 contro gli 11 della scorsa settimana.

La trasmissibilità sui soli casi sintomatici aumenta rispetto alla settimana precedente, sebbene sotto la soglia epidemica, espressione di un aumento della circolazione virale principalmente in soggetti giovani e più frequentemente asintomatici. L'impatto della malattia COVID-19 sui servizi ospedalieri rimane minimo con tassi di occupazione in area medica e terapia intensiva ancora in lieve diminuzione. La circolazione della variante delta è in aumento anche in Italia. Questa variante sta portando ad un aumento dei casi in altri paesi con alta copertura vaccinale, pertanto è opportuno realizzare un capillare tracciamento e sequenziamento dei casi.

19 Regioni a rischio moderato: solo Trento e Valle D'Aosta, a rischio basso

Sono 19 le regioni "classificate a rischio moderato" e due, Trento e Valle D'Aosta, "a rischio basso". Lo riporta la bozza dell'Iss diffusa venerdì 16 luglio e relativa alla settimana 5-11 luglio. "Nessuna regione supera la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o area medica. Il tasso di occupazione in terapia intensiva - si legge nella bozza - è 2%, con una diminuzione nel numero di persone ricoverate che passa da 187 (06/07/2021) a 157 (13/07/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale rimane al 2%. Il numero di persone ricoverate in queste aree passa da 1.271 (06/07/2021) a 1.128 (13/07/2021)". 

Il peso dell'incidenza

"I dati ci dicono che nel nostro Paese la situazione" epidemiologica "è sotto controllo, io credo che dobbiamo convincerci che non dobbiamo valutare solo il numero dei contagi ma anche gli ospedalizzati. Credo che la riflessione" sui parametri per le chiusure chiesta dai presidenti di Regione "sia opportuna e giusta, perché i contagi possono anche innalzarsi ma dobbiamo monitorare la pressione sugli ospedali, è questo che ci deve preoccupare" ha affermato il sottosegretario alla Salute Andrea Costa.

Il rischio zona gialla ad agosto non sarebbe al momento una prospettiva reale. La variante Delta è molto più contagiosa e i casi potrebbero aumentare, non di poco, nei prossimi giorni e settimane. Al momento non c'è alcun segnale d'allarme dagli ospedali.

"Bisogna cambiare i parametri: d'estate la Sardegna triplica la popolazione per via dei flussi turistici, non si può calcolare l'incidenza dei contagi sulla base dei soli residenti e penalizzare l'isola che ha una situazione reale lontana dal superamento della soglia prevista per la zona gialla" ha dichiarato Ugo Cappellacci, deputato e coordinatore di Forza Italia-Sardegna, anticipando il contenuto dell`interrogazione presentata al Governo Draghi.

Il parametro dell'incidenza è quello che più di tutti potrebbe essere pesato diversamente dal 31 luglio in avanti.

La bufala sulla Sardegna zona gialla

"Sardegna in zona gialla dal 19.07.2021", recita il manifesto con tanto di logo della Regione Sardegna. Ma si tratta di un fake. Una bufala che, però, circolando sui social e sulle chat destando la preoccupazione di tanti e creando anche un danno economico all'Isola che in questo momento resta stabilmente in zona bianca, come tutte le altre regioni d'Italia. Una Sardegna che si appresta ad accogliere milioni di turisti per il periodo più caldo dell'estate. Il manifesto-fake è anche pieno di imprecisioni sulle ipotetiche prescrizioni che andrebbero a regolare la fascia gialla, visto che con l'ultimo decreto del Governo la maggior parte delle regole della vecchia fascia gialla sono decadute: tra queste i limiti orari (coprifuoco) e per gli spostamenti tra Regioni e Comuni o il divieto di accogliere clienti nei ristoranti che dovrebbero riprendere con il solo asporto: anche questa una bufala. 

I parametri fino al 31 luglio 2021

Il decreto in vigore, valido fino al 31 luglio, specifica in questo modo i parametri per l'ingresso in zona bianca e zona gialla.

a) "Zona bianca": le  regioni  nei  cui  territori  l'incidenzasettimanale dei contagi e' inferiore a 50 casi ogni 100.000  abitantiper tre settimane consecutive; 

b)   "Zona   gialla": le regioni nei cui territori alternativamente: 

1) l'incidenza settimanale dei contagi e' pari o superiore a 50 e inferiore a 150 casi ogni 100.000 abitanti; 

2) l'incidenza settimanale dei casi e' pari o superiore a 150 e inferiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti e si verifica una  delle due seguenti condizioni: 

2.1) il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti COVID-19 e' uguale o inferiore al 30 per cento; 

2.2) il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti COVID-19 e'  uguale  o  inferiore  al  20  per cento; 

c) "Zona arancione": le regioni nei cui  territori  l'incidenza settimanale dei contagi e' pari o superiore a 150 e inferiore  a  250 casi  ogni  100.000  abitanti,  salvo  che  ricorrano  le  condizioni indicate nelle lettere b) e d) del presente comma; 

d) "Zona rossa": le regioni nei cui territori alternativamente:

1) l'incidenza settimanale dei contagi e' pari o superiore  a 250 casi ogni 100.000 abitanti; 

2) l'incidenza settimanale dei contagi e' pari o superiore  a 150 e inferiore a 250 casi ogni  100.000  abitanti  e  si  verificano entrambe le seguenti condizioni: 

2.1) il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti COVID-19 e' superiore al 40 per cento; 

2.2) il tasso di occupazione dei  posti  letto  in  terapia intensiva per pazienti COVID-19 e' superiore al 30 per cento.

Salvini: "Noi con il Covid dovremo conviverci per dieci anni"

"Noi con il Covid temo che dovremo conviverci per dieci anni. Occorrerà essere prudenti però non possiamo chiuderci in casa una volta l`anno". Lo ha detto ieri sera il leader della Lega, Matteo Salvini, a margine dell'inaugurazione del nuovo punto della Lega per la raccolta firma per il referendum sulla giustizia. A chi gli ha chiesto se occorrerà usare la mascherina per altri dieci anni, Salvini si è limitato a replicare: "Laddove serve".

Salvini ha quindi ribadito che il "green pass" sul modello francese "oggi non è necessario". "Oggi - ha detto - ci occupiamo di correre sui vaccini e sul lavoro. La variante delta è più contagiosa? Sì. È più mortale? No. Col Covid bisognerà conviverci e così con tutte le varianti. Quindi prudenza, distanza e mascherine, ma non chiusure e paura".

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