Venerdì, 24 Settembre 2021
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Il nuovo lockdown per la variante Delta: "Non si deve pronunciare quella parola"

È il pensiero del direttore della Clinica di malattie infettive del San Martino di Genova Matteo Bassetti: "È terrorismo psicologico, i vaccini funzionano"

Nuova svolta per l'Italia nella lotta al coronavirus. Da lunedì 28 giugno tutta la penisola è in zona bianca. Con il passaggio di colore della Valle d'Aosta, unica regione che ancora era in zona gialla, l'intero Paese è nella fascia a minor rischio covid. L'ufficialità è arrivata con l'ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza. "Questo non toglie che dobbiamo mantenere attenzione e prudenza. Il quadro è oggettivamente molto migliorato nelle ultime settimane, ma non possiamo considerare chiusa la battaglia", ha sottolineato Speranza. Da oggi decade anche l'obbligo di indossare le mascherine all'aperto in fascia bianca, ma ci sono alcune eccezioni.

Il nuovo lockdown per la variante Delta: per Bassetti "è terrorismo psicologico"

La pandemia non è finita ed è opportuno mantenere le misure di cautela. Preoccupa la variante Delta, comparsa per la prima volta in India nell'ottobre 2020 e più contagiosa e virulenta. Gli esperti concordano sul fatto che, per cercare di arginarla, è necessario tracciare, sequenziare e vaccinare.

"È vero che stanno aumentando i casi, ma le ospedalizzazioni e i decessi sono come prima, bassissimi, e questo perché i vaccini funzionano eccome contro la variante". Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova, parla con Libero della situazione covid e della variante Delta in Gran Bretagna, sostenendo che "chi parla di lockdown fa terrorismo psicologico. Non si deve pronunciare quella parola: non ha senso. Non ne parlano nemmeno in Inghilterra dove la variante Delta è largamente predominante - argomenta l'esperto -. Nel Regno Unito hanno semplicemente rinviato delle riaperture, fine, altro che zone rosse e assurdità varie che sento in questi giorni! E chi dice che in Inghilterra la situazione continua a peggiorare non sa leggere i numeri, o non vuole".

Matteo Bassetti spiega che Pfizer e Moderna, ancor prima del richiamo, "arrivano a coprirla fino al 90%. Astrazeneca al 75: c'è un lavoro scozzese pubblicato su Lancet, che è una delle riviste scientifiche più prestigiose. Col richiamo c'è una riduzione del 95% di ricoveri e morti. Un rapporto inglese pubblicato qualche giorno fa ha confermato i dati: il richiamo con Astrazeneca innalza la copertura all'85% e con Pfizer e Moderna si arriva al 95. Rimane fuori un 5%, certo, ma è un rischio calcolato, è impossibile avere una copertura totale".

Bassetti argomenta: "Le informazioni che arrivano dal Regno Unito dicono che la variante Delta dà sintomi blandi, simili al raffreddore, però attenzione, si parla soprattutto di giovani non vaccinati. In Italia, ad agosto, sarà la variante predominante, com'è successo con quella inglese tra febbraio e marzo. Sostituirà gli altri tipi di virus. È ragionevole pensare che quasi tutti i contagi verso la fine dell'estate saranno collegati alla Delta. Dobbiamo continuare con la vaccinazione, l'unico modo che abbiamo per combattere il virus, e bisogna arrivare all'85%, non più al 70 che era la soglia indicata inizialmente per l'immunità di gregge".

Il tracciamento della variante Delta

Secondo Bassetti, il tracciamento ora è possibile: "In Italia sequenziamo appena l'1,5% dei tamponi positivi, mentre le linee guida europee indicano come base di partenza il 5 e come obiettivo il 10. Un conto è tracciare 10-15mila contagi al giorno, com'era prima, un altro quando sono meno di mille: significa che ogni regione deve analizzare appena 40-50 tamponi, se non siamo capaci non abbiamo capito proprio niente. Con numeri così bassi devi essere in grado di sapere da dove arriva ogni singolo caso".

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