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Vaccino anche a forze armate, detenuti e insegnanti. Cgil: "Serve anche a chi lavora agli sportelli"

Lavori a contatto con il pubblico, in particolare in ambito sociale ma anche nelle amministrazioni: ecco le priorità della Fp Cgil

Vaccino ad insegnanti, forze armate e di polizia, detenuti e personale delle carceri, purché under55. E' quanto prevede, stando alle ultime informazioni, la campagna vaccinale con l'arrivo del vaccino AstraZeneca. La Cgil Funzione Pubblica del Trentino, però, ricorda che ci sono anche altre categorie che meriterebbero priorità: operatori dell’igiene ambientale, per lo smaltimento dei rifiuti Covid, educatori, maestre della scuola dell’infanzia cui va garantita almeno la mascherina FFP2, chi lavora nel terzo settore e fa assistenza alla persona, gli psicologi e gli assistenti sociali e tutti gli operatori dei servizi pubblici che svolgono attività a contatto col pubblico negli sportelli o in assistenza diretta.

E' lungo l'elenco riportato in una nota di Luigi Diaspro, segretario della Fp Cgil tretina. E non solo: la questione va oltre il vaccino. Assunzioni, telemedicina, presa in carico delle cronicità, e rinnovo del premio covid per la seconda ondata. Queste alcune delle richieste avanzate dal sindacato in un duro comunicato. "La Giunta e Fugatti devono convocarci per trattare questi temi e definire le risorse necessarie, che non possono continuare a essere solo quelle del governo nazionale - conclude Diaspro -  È altrettanto inaccettabile che sul rinnovo dei contratti, a partire dalla Sanità, non ci sia alcun segnale di inversione di rotta: lo stanziamento delle risorse per il triennio 2019/2021 è tuttora pari a zero". 

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