Giovedì, 23 Settembre 2021
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Vaccino anti covid: dosi addizionali e "booster"

Il ministero della Salute ha messo a punto l'attesa circolare sulla terza dose di vaccino, la cui somministrazione partirà in Italia il 20 settembre

Il ministero della Salute ha ultimato la circolare sulla terza dose del vaccino anti covid le cui somministrazioni inizieranno la terza settimana di settembre- Come riporta Today, all'interno della circolare c'è una importante chiarificazione in quanto si distigue tra dose addizionale e dose booster. 

La dose addizionale di vaccino anti-Covid andrà somministrata dopo almeno 28 giorni dall'ultima dose: si tratta di una dose aggiuntiva a completamento del ciclo vaccinale primario, per far si che i pazienti immunodepressi possano raggiungere un adeguato livello di risposta immunitaria. e si partirà dai pazienti trapiantati.

La dose 'booster', diversamente da quella addizionale, verrà invece somministrata dopo 6 mesi dall'ultima dose definendo la strategia in favore di ulteriori gruppi tra cui fragili e a maggiore rischio per esposizione professionale.

Ma andiamo per gradi evidenziando fin da subito come la copertura vaccinale (oggi il 74.2% della popolazione con più di 12 anni è immunizzato dal Sars-Cov-2) stia producendo un rallentamento della circolazione virale nel nostro Paese nonostante la ripresa delle attività. Come ribardito dal commissario Figliuolo il 20 settembre inizierà la somministrazione della terza dose vaccinale utilizzando uno qualsiasi dei 2 vaccini mRNA autorizzati, ovvero Pfizer per i maggiori di 12 anni e Moderna per i maggiori di 18.

Il ministero della Salute infatti stabilisce che si partirà con il proteggere le persone sottoposte a trapianto di organo o affette da patologie che indeboliscono la risposta immunitaria. Così i malati oncologici o onco-ematologici in trattamento con farmaci immunosoppressivi, mielosoppressivi o a meno di 6 mesi dalla sospensione delle cure. Nello specifico è prevista la somministrazione di una dose addizionale dopo almeno 28 giorni dall'ultima dose:

  • trapiantati di organo solido in terapia immunosoppressiva;
  • trapianto di cellule staminali ematopoietiche;
  • attesa di trapianto d'organo;
  • terapie a base di cellule T;
  • patologia oncologica;
  • immunodeficienze primitive (es. sindrome di DiGeorge, sindrome di Wiskott-Aldrich, immunodeficienza comune variabile etc.);
  • immunodeficienze secondarie (es: terapia corticosteroidea ad alto dosaggio protratta nel tempo, farmaci immunosoppressori, farmaci biologici con rilevante impatto sulla funzionalita' del sistema immunitario etc.);
  • dialisi e insufficienza renale cronica grave;
  • pregressa splenectomia;
  • AIDS. 

Una terza dose, in questo caso definita 'booster', è inoltre prevista anche come "dose di richiamo dopo il completamento del ciclo vaccinale primario, a distanza di un determinato intervallo temporale, somministrata al fine di mantenere nel tempo o ripristinare un adeguato livello di risposta immunitaria". Questa dose di mantenimento in particolare destinata a "popolazioni connotate da un alto rischio, per condizioni di fragilità che si associano allo sviluppo di malattia grave, o addirittura fatale, o per esposizione professionale".

Ma la definizione della popolazione a cui sarà riservata almeno inizialmente la dose booster "dopo almeno 6 mesi dall'ultima inoculazione" non è tuttavia ancora stata definita nello specifico. È plausibile pensare che una volta assicurata la protezione per "trapiantati e immunocompromessi" si possa riprendere con sanitari e con gli anziani ricoverati nelle case di cura. 

Fonte: Today.it

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