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Martedì, 7 Dicembre 2021
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Uomini violenti, sbloccati 50mila euro per finanziare i centri di rieducazione

Botta e risposta tra Conzatti (Iv) e Segnana (Lega). La psicologa del progetto CambiaMenti: "Con un percorso adeguato crollano le possibilità di uomini recidivi"

L'annuncio è della senatrice trentina di Italia Viva Donatella Conzatti: in Trentino sono in arrivo 50mila euro per finanziare i centri di rieducazione per uomini violenti. "Grazie all’emendamento al Decreto Agosto che ho voluto per costituire il Fondo e grazie al primo bando creato ad hoc dal Dipartimento per le pari opportunità guidato dalla Ministra Elena Bonetti - scrive la senatrice in una nota -, sono stati approvati i progetti per il finanziamento di Centri di rieducazione per uomini autori di violenza. Anche alla Provincia autonoma di Trento vengono assegnati 50mila euro ed ora non ci sono più scuse per non finanziare il progetto CambiaMenti".

La Conzatti fa riferimento ad un percorso di gruppo, organizzato dalla Fondazione famiglia materna e dall'Associazione laica famiglie in difficoltà, che si rivolge agli uomini che hanno commesso violenza fisica, psicologica, economica, sessuale o di stalking nei confronti delle loro partner o ex partner. L’obiettivo principale è quello di ridurre il rischio che si verifichino  nuovi comportamenti violenti. Il progetto è portato avanti da psicologi professionisti.

"CambiaMenti è stato uno dei primi percorsi in Italia in attuazione alle linee di intervento integrato previste dalla Convenzione di Istanbul, ratificate dall'Italia nel 2013" ribadisce la Conzatti. "Poi - attacca - lo stop della coppia Fugatti-Segnana, malamente giustificato da una interpretazione della Corte dei Conti. Ora il Governo fuga ogni dubbio, indica la strada e assegna le risorse. Vediamo se anche la Pat si rimette in cammino".

E che CambiaMenti sia un progetto di rilievo, e soprattutto efficace, lo dicono i numeri: "La percentuale di recidività è bassissima, intorno al 5%" racconta la dottoressa Cristina Garniga, psicologa e coordinatrice del servizio. Nell'ultimo anno e mezzo però (cioè dopo lo stop ai finanziamenti), il corso è diventato a pagamento, quando prima era gratuito.

Il programma si compone di una serie di 28 incontri a cadenza settimanale. Dato che però ora il percorso è a pagamento, le persone che lo frequentano sono di meno, e sono soprattutto quelle che hanno avuto problemi con la giustizia: "Si rivolgono a noi uomini che sono coinvolti in procedimenti giudiziari, e quindi devo seguire un percorso di rieducazione in quanto autori di violenza" conferma la dottoressa Garniga. C'è anche chi frequenta in maniera volontaria, ma certo, la "barriera all'ingresso" non aiuta.

E allora l'auspicio è che veramente si possa tornare a finanziare percorsi come quello di CambiaMenti. Anche perché la sua efficacia è testimoniata anche dai feedback che gli organizzatori raccolgono dalle partner: il percorso infatti prevede una serie di riscontri con le donne (di solito all'inizio, alla fine, e a metà della rieducazione), per verificare se gli episodi di violenza (sia fisica che psicologica) si siano realmente interrotti. 

"Dobbiamo essere uniti contro la violenza domestica, di genere e assistita dai bambini e nel portare avanti l’importante opera di tutela delle vittime, siano adulti o minori. Un impegno che il Trentino ha fatto proprio, come dimostrano sia la vasta rete di servizi attivi sul territorio, che vede il pieno sostegno della Provincia autonoma di Trento, sia le nuove iniziative messe in campo" ha commentato l'assessore provinciale alla salute Stefania Segnana replicando alla senatrice Conzatti.

"L’obiettivo dell’Amministrazione, come già sottolineato in altre occasioni, è affidare la realizzazione di un Centro dove potranno essere avviati percorsi per rendere maggiormente consapevoli gli uomini che utilizzano la violenza nelle relazioni intime, favorendo da parte loro un’assunzione di responsabilità nonché l’adozione di condotte non violente nelle relazioni" conclude l'esponente della Giunta.

Sullo stop ai finanziamenti per il progetto CambiaMenti, l'assessore replica citando il motivo sopra descritto: "La Provincia autonoma di Trento si attiene a quanto disposto dalle recenti norme nazionali introdotte in materia. L’attuale legislazione nazionale prescrive che la partecipazione a specifici corsi di recupero per gli uomini autori di violenza realizzati da enti e associazioni non possa portare maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Gli oneri per tali corsi, così dispone la legge, sono a carico del condannato".

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