Lunedì, 15 Luglio 2024
Salute

Lo studio di UniTn per migliorare i trattamenti contro il cancro finisce su Nature

L'articolo pubblicato sulla prestigiosa rivista: "Da questi studi emergeranno nuovi strumenti per il controllo dei tumori, anche quelli in fase avanzata"

Lo studio del microbiota intestinale, vale a dire l’insieme di microorganismi che popolano il nostro intestino, può migliorare l’efficacia dei trattamenti di immunoterapia contro il cancro. Lo conferma la più ampia ricerca internazionale mai realizzata sull’interazione microbiota-immunoterapia. E realizzata dall’università di Trento e dall’istituto europeo di oncologia. I risultati del lavoro sono stati pubblicati lunedì 28 febbraio in un articolo sulla prestigiosa rivista Nature.

L’immunoterapia, spiegano i ricercatori, ha rivoluzionato il trattamento del melanoma avanzato: più del 50% dei pazienti che la riceve aumenta la propria sopravvivenza di almeno un anno. Eppure la risposta positiva al trattamento si verifica in meno del 50% dei pazienti. Da qui l’importanza di trovare strategie per aumentare il numero di pazienti in grado di rispondere alle cure, tra cui l’azione sul microbiota su cui si fonda lo studio.

“Il microbiota è modulabile e ci sono strategie per poterlo modificare, che vanno da un'alimentazione specifica fino ai probiotici di nuova generazione e al trapianto fecale. Capendo quali sono le caratteristiche del microbiota che rendono un paziente in grado di rispondere alla cura, si potrebbe agire sulla modifica del microbiota del paziente prima di iniziare la terapia”, spiega Andrew Maltez Thomas, ricercatore al dipartimento Cibio dell’università di Trento e prima firma del lavoro.

Il lavoro è stato coordinato dal gruppo di ricerca di Metagenomica computazionale del dipartimento di biologia cellulare, computazionale e integrata Cibio dell’università di Trento e dell’istituto europeo di oncologia, guidato dal professor Nicola Segata, in collaborazione con altri gruppi di ricerca nei Paesi Bassi e nel Regno Unito, con il finanziamento della Seerave foundation.

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“Il microbiota intestinale, per la sua funzione di regista del sistema immunitario, gioca un ruolo nella risposta di ogni paziente all'immunoterapia contro il cancro e in particolare contro il melanoma. L’obiettivo del nostro studio era cercare una conferma di questo ruolo, che può avere un grosso impatto per l’oncologia e per la medicina in generale”, dichiara Karla Lee, ricercatrice del King’s college London e prima firma del lavoro assieme a Thomas.

Lo studio ha messo assieme il più grande gruppo di pazienti con melanoma e campioni del loro microbiota intestinale, coinvolgendo cinque centri clinici (tre nel Regno Unito, uno nei Paesi Bassi e uno in Spagna). Tre tipi di batteri sembrano ora essere più associati a una migliore risposta immunitaria.

“Ora - spiega il professor Segata – saranno necessari studi ancora più ampi per capire quali siano le caratteristiche specifiche del microbiota in grado di attivare con maggiori probabilità una risposta positiva all’immunoterapia. Il mondo della ricerca è pronto: abbiamo sviluppato tecnologie e metodologie ad hoc per poter analizzare con più precisione la composizione del microbiota e siamo convinti che da questi studi emergeranno nuovi strumenti per il controllo dei tumori, anche quelli in fase avanzata”.

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