La protesta

"Noi esclusi dalla trattativa dei contratti collettivi"

La critica del segretario Uil Fpl

“È accaduto esattamente il contrario di ciò che dovrebbe avvenire. Come se la provincia prima ti informasse di cosa ha deciso, poi ti fornisse le spiegazioni”. A parlare è Giuseppe Varagone, segretario del sindacato Uil Fpl del settore sanità trentino, segnalando una procedura non regolare nelle contrattazioni per il rinnovo del Ccpl, il contratto collettivo provinciale del pubblico impiego, del triennio 2022/2024. 

Nella mattinata di oggi, il sindacato con sede in via Matteotti ha rilasciato un duro comunicato, volto a criticare la gestione delle trattative per il raggiungimento dell’accordo fra organizzazioni sindacali e datori di lavoro che definisce il contratto. La polemica nasce a poche ore di distanza dalla notizia secondo cui la Giunta, nella seduta del prossimo 18 luglio, avrebbe deciso di sottoscrivere il protocollo d’intesa per lo stanziamento di fondi destinati al rinnovo del Ccpl: “C’è stata una mancanza di rispetto nei nostri confronti durante la gestione delle trattative” – accusa Varagone –“ Prima dovevamo essere convocati, insieme a tutte le categorie del pubblico impiego, quindi scuola, sanità e autonomie locali, dagli assessori corrispettivi della sanità e lo sviluppo, e solo poi dall’ Apran, l’agenzia che gestisce la contrattazione primaria del Trentino, per definire criteri e pagamenti. È successo l’opposto: il 22 giugno ci ha convocati l’Apran, il 10 luglio invece dovremo incontrare l’assessorato”.

Da qui il rifiuto dell'Uil Fpl a partecipare alla riunione di qualche settimana fa con l’agenzia, lamentando una procedura che, secondo l’organizzazione, influenzerebbe negativamente i colloqui in programma lunedì prossimo: “Il fulcro di un contratto collettivo è la trattativa fra datori e organizzazioni sindacali”– prosegue il segretario –“L’agenzia per la contrattazione va convocata dopo che noi sindacati abbiamo avanzato le nostre richieste, non viceversa. Qual è il margine di trattativa adesso? Cosa vado a raccontare lunedì, chiedo che venga annullato quanto già stabilito da tre settimane?”

Nonostante tutto, il 10 luglio il sindacato ci sarà: “Racconteremo la nostra versione, secondo la quale la convocazione del 22 giugno è stata fuori luogo” dichiara il segretario, che promette anche di far leva sulle richieste e le osservazioni che l'Uil Fpl porta avanti da tempo: “Voglio sapere dalla parte politica cosa intende dare al comparto sanità visto che da anni è in crisi di assunzioni. Manca personale, c’è un'emorragia causata da continue dimissioni e licenziamenti, gli ospedali sono allo stremo, i lavoratori esausti dopo anni di emergenze e alle prese con carichi di lavoro sempre maggiori. Prima erano i medici ad andarsene, ora anche i sanitari sono in calo. Lunedì chiederò di avere accortezza per questa gente e un piano per risolvere le criticità sottolineate”. Un altro problema che l’Uil Fpl intende portare davanti all’assessorato riguarda i buoni pasto: “C’è un’anomalia secondo la quale i lavoratori o vanno in mensa o li perdono” – conclude Varagone – “Abbiamo chiesto di estendere l’orario in cui è possibile usufruirne. Altre regioni ed enti hanno introdotto il cumulo, ovvero aggiungono alla busta paga mensile eventuali buoni inutilizzati”.

Il Ccpl è un contratto collettivo, ovvero un accordo frutto di trattative fra un insieme di datori di lavoro (in questo caso legati alle categorie del pubblico impiego: scuola, sanità, autonomie locali) e di organizzazioni sindacali, volto a stabilire norme e condizioni che regolano tutti i rapporti di lavoro che fanno riferimento a tale contratto.

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