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Domenica, 22 Maggio 2022
Economia

Guerra in Ucraina, i prezzi di grano, mais e soia schizzano alle stelle

Negli Usa le quotazioni di grano tenero sono state sospese per qualche ora per eccesso di rialzo. L'allarme speculazioni riguarda anche l'Italia

L’invasione russa in Ucraina fa schizzare le quotazioni di grano tenero, mais e soia a livelli mai visti. Per i Consorzi agrari d'Italia (Cai), le conseguenze per agricoltori e consumatori sono imminenti. 

Secondo l'analisi del Cai delle borse merci internazionali, la prima quotazione del Matif di Parigi, borsa di riferimento per le materie prime agricole in Europa, segna 47 euro in più a tonnellata per il grano tenero (+16%) e 30 euro in più a tonnellata per il mais (+12%).

La borsa di Chicago, altro punto di riferimento internazionale per le materie prime agricole, ha registrato alla chiusura un incremento rispetto a ieri di 13 euro a tonnellata per il grano tenero, di 10 euro per il mais e 25 per la soia. Le contrattazioni per il grano tenero e il mais negli Stati Uniti sono state sospese per qualche ora per eccesso di rialzo.

Si attendono ora le quotazioni della borsa merci di Bologna, nel pomeriggio di giovedì 24 febbraio. Ieri Foggia e Milano hanno lasciato invariato il prezzo del grano duro.

“Abbiamo il dovere di evitare che qualche speculatore, puntando ad acquistare materie prime agricole a prezzi più bassi, costringa gli agricoltori a svendere il prodotto addirittura sotto i costi di produzione, esplosi a causa del caro energia e degli incrementi di concimi e mangimi”, spiega Gianluca Lelli, amministratore delegato di Cai.

Caro energia, 1 agricoltore su 3 taglia i raccolti

L’Ucraina, secondo i dati Coldiretti, gioca un ruolo importante anche sul fronte agricolo con la produzione di circa 36 milioni di tonnellate di mais per l’alimentazione animale (5° posto nel mondo) e 25 milioni di tonnellate di grano tenero per la produzione del pane (7° posto al mondo), mentre la Russia è il principale Paese esportatore di grano a livello mondiale.

L’Italia, sempre secondo la confederazione italiana degli agricoltori, importa il 64% del proprio fabbisogno di grano per la produzione di pane e biscotti e il 53% del mais per l’alimentazione del bestiame. L'Ucraina è il nostro secondo fornitore di mais con una quota di poco superiore al 20%.

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