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Laureati in piazza, grande festa e forti emozioni. Deflorian: "Non abbiate paura di sbagliare"

Dal testimonial, che ha appena dato le dimissioni da Twitter, un invito a uscire dalla comfort zone per cambiare e crescere. Dal rappresentante di laureati e laureate un invito a vivere a pieno ritmo tutte le opportunità

Avevano scelto Trento come luogo dove costruire il loro futuro, partendo da varie parti d’Italia, lungo tutta la carriera universitaria, per arrivare a questo emozionante giorno, sabato 22 ottobe, in piazza a festeggiare il conseguimento della laurea triennale. Ancora una volta assieme alla città, oltre che a famiglie e amicizie, per quello che dal 2015 è diventato una sorta di rito collettivo.

Piazza Duomo ha accolto 400 giovani per la cerimonia di laurea numero dodici in un clima gioioso che non si è rabbuiato nemmeno per la fitta pioggia. A segnare l’avvio della cerimonia l’arrivo del Corteo accademico, che era partito da Palazzo Sardagna, sede del Rettorato, e l’Inno nazionale della Repubblica italiana. In apertura il saluto del rettore Flavio Deflorian, che ha ricordato come ad ogni cerimonia si rinnovi "Il senso del nostro essere Università e del lavoro di tutte le persone che contribuiscono a rendere l’Ateneo di Trento un ambiente ideale di studio e ricerca".

"Oggi, siete qui nonostante la pioggia, per un giorno speciale, che invita alla riflessione. Con questa cerimonia, infatti, state attraversando un confine simbolico, una svolta invisibile che segna la fine di un percorso e l'inizio di una nuova avventura - ha proseguito -. Per arrivare alla laurea avete affrontato difficoltà e momenti di sconforto sconosciuti agli studenti degli ultimi decenni. È un successo che non verrà riportato sulla pergamena, ma che voi ricorderete, facendo tesoro dell’esperienza per gli anni a venire. Tra pochi giorni sarò, come i vostri genitori al fianco di mia figlia nel momento della laurea. Capisco bene quello che provate oggi".

Dal rettore è arrivato un incoraggiamento ad affrontare avversità, cambiamenti, incertezze ed emergenze con la consapevolezza di avere "tutti gli strumenti per superarle. La formazione che avete ricevuto, infatti, va ben oltre le competenze e le conoscenze disciplinari. L’Università di Trento ambisce a formare i cittadini e le cittadine del futuro, in grado di partecipare attivamente alla vita sociale e produttiva del Paese, di rispondere con creatività e intelligenza alle sfide di un contesto in profonda e continua trasformazione, pieno di incertezze e spesso di difficoltà". Ha aggiunto: "Siate coraggiosi e non abbiate paura di sbagliare. È proprio in momenti come questo che il vostro talento e la vostra determinazione possono fare la differenza e contribuire a creare un futuro migliore. Trasformate le crisi in opportunità e mettetevi in gioco con ambizione e audacia, nel lavoro come nella vita".

Come ha sottolineato il rettore Deflorian, quella di sabato è anche un momento di festa per la comunità tutta. E a testimoniare la vicinanza di Trento e del Trentino a questi giovani sono stati gli interventi del sindaco Franco Ianeselli e del presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti.

"Sono le competenze dei giovani la chiave per far crescere il nostro territorio - ha detto il presidente Fugatti nel congratularsi con laureati e laureate. È quindi fondamentale saper trattenere e attrarre i talenti, un obiettivo strategico che le istituzioni trentine cercano di raggiungere anche con iniziative come la campagna per i professionisti della sanità. La capacità di trovare soluzioni ai problemi sempre nuovi è essenziale, in particolare in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando. Alla base di tutto c’è la conoscenza, sia che riguardi i mestieri, sia la ricerca pura dei laboratori. Questa è la direzione. Il nostro è un territorio che ha saputo investire sulla crescita della sua Università, con un’offerta competitiva di cui fa parte la facoltà di medicina, una scommessa che sta avendo ragione nei numeri e per la quale ringrazio l’ateneo per aver colto gli stimoli della comunità. Su questa strada occorre proseguire. La Provincia conferma il suo pieno supporto, al mondo universitario e della ricerca, per lo sviluppo del Trentino".

"Con le vostre competenze, con i vostri talenti, con le vostre passioni, vi affacciate su un mondo complicato, ostile e per molti aspetti ingiusto» ha detto ai giovani il sindaco Ianeselli. "È un mondo che ha più che mai bisogno di voi, della vostra conoscenza dei problemi, delle vostre idee per quanto riguarda le soluzioni. Non so se ne siete consapevoli, ma siete voi la nostra speranza. Per quanto mi riguarda siete voi la chiave che ci può aprire le porte del futuro e allontanare quegli scenari da fine del mondo spesso evocati in questi giorni": E poi un ringraziamento proprio a loro: «Per il contributo che avete dato in questi anni alla nostra città. Considero l'università – e in particolare la nostra, che è tra le migliori d'Italia – un incubatore di talenti che, per contiguità e contaminazione, non può non far crescere anche il territorio che la ospita. Se Trento è migliorata in questi ultimi lustri, se è diventata più aperta e accogliente, lo dobbiamo anche a voi e alla vostra vivacità intellettuale".

Un forte invito a non lasciarsi bloccare dalla paura è arrivato da Alberto Parrella, laureato in Economia e Management nel 2013 e in Innovation Management nel 2015, Senior Product Manager di Twitter Inc., chiamato come testimonial. Parrella si è soffermato su quale sia stata la costante nel suo percorso di crescita personale e professionale: cosa l’abbia spinto ad andare da Caserta (la sua città natale) a San Francisco (dove oggi lavora) passando per Londra, Trento (dove ha vissuto la sua esperienza universitaria con tutte le relative opportunità, come l’Innovation Lab): la paura, paura di sbagliare e fallire, del cambiamento, di rimanere soli. "Sentirsi inadeguati significa anche affacciarsi oltre le nostre sicurezze, la nostra comfort zone: avere paura significa spesso essere davanti ad un'occasione di cambiamento e crescita".

Ha raccontato alcune delle sue paure, come quella di dover scegliere tra l’offerta di Twitter che gli arrivava da Londra e quella di un’azienda di Milano. Alla fine, ha scelto proprio l’opzione che percepiva come più rischiosa. Ha ripreso: "Non adagiarsi è necessario. Ad esempio, il mio lavoro mi permette di mostrare le mie idee a 250 milioni di utenti con un click; qualcosa a cui è stato è stato difficile abituarsi ma che ora non mi intimorisce più. Anzi, è proprio non sentire più questa paura che mi ha spinto a dare le dimissioni, proprio l’altro ieri, da Twitter perché ho trovato nuove opportunità altrove (in una startup perlopiù). Sono terrorizzato ma anche elettrizzato". L'augurio è quello di puntare su curiosità, ambizione (mai superbia) e reparazione.

Un invito a fare tesoro dell’esperienza universitaria è arrivato da Omar Zoghlami, laureato in Matematica e ora iscritto al corso magistrale Advanced Mathematics, che ha preso la parola in rappresentanza dei laureati e laureate presenti in piazza. "Spesso, in Matematica, l’idea risolutiva risulta apparire in modo molto più chiaro quando il problema viene attaccato da punti di vista differenti, cosa che accade in maniera molto naturale quando si ragiona insieme» e «l’università ha un ruolo determinante nel promuovere questo continuo scambio di idee, anche da un punto di vista meramente fisico, grazie ai luoghi che essa mette a nostra disposizione, al di là delle lezioni". Si è detto "davvero soddisfatto della scelta che ho fatto, specie in un’università come la nostra dove, grazie anche alla forte rappresentanza, gli studenti sono una priorità e le possibilità che ci vengono offerte sono veramente tante». Perché «la vita di uno studente universitario non è circoscritta all’università, molte esperienze che ne sono caratterizzanti avvengono fuori dai corridoi, dalle aule, dalle sale studio e finalmente stiamo iniziando a viverle a pieno ritmo". Da lui, che ha provato cosa voglia dire studiare durante l’emergenza sanitaria, un augurio di fiducia: "Anche nei momenti più difficili è importante essere coraggiosi e andare avanti, tutti quanti siamo in grado di farcela perché lo abbiamo già fatto e oggi siamo qui per celebrarlo".

Questa volta alla cerimonia erano presenti anche sei migliori laureati e laureate del Collegio Clesio: Vittorio Maria Coraducci, Luca Dal Forno, Greta Granocchia, Luca Marchiori, Anna Saiani e Alessia Tecchio. A ricordare le caratteristiche della struttura è stato Jorge Jovicich, vice direttore del Collegio Clesio. L’edificio, nel centro storico di Trento, in questo momento accoglie 84 allievi e allieve, a cui offre un ambiente stimolante e multiculturale per tutto il loro percorso di studi. Alla struttura si accede attraverso una selezione basata su criteri di merito. Il bando di concorso esce una volta l’anno. Per rimanere nel collegio è necessario mantenere un alto redimento.

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