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La panoramica

Come sarà la stagione invernale tra rincari, mancanza di personale e altre criticità?

A fare un'analisi dettagliata sulla stagione in partenza è Valeria Ghezzi, presidente dell'associazione nazionale esercenti funiviari

­Stagione invernale alle porte, tra rincari, mancanza di personale e preoccupazioni legate al cambiamento climatico, il Trentino sta lavorando già da tempo per sopperire alle difficoltà. E guardando alla difficile fase post-pandemica la presidente di Anef, Valeria Ghezzi interviene sul futuro degli impianti a fune, motore della filiera turistica da cui dipende il benessere di molte comunità di montagna. Il settore è pronto ad attivarsi per superare ogni ostacolo e offrire ai turisti il tanto atteso inverno sugli sci. Anef è l’Associazione nazionale esercenti funiviari che rappresenta il 90% del mercato, oltre 1500 impianti in tutto il paese, sulle Alpi e sugli Appennini,

­"­Siamo alle porte del primo 'vero' inverno dopo un biennio di pandemia: una stagione attesa con impazienza tanto dagli sciatori quanto dagli impiantisti. Il settore è alle prese con una nuova crisi, questa volta legata ai costi dell’energia e all’inflazione, mentre ancora si sta faticosamente riprendendo dalle chiusure imposte negli ultimi anni" afferma Valeria Ghezzi, presidente di Anef. 

Diverse le sfide che affrontano gli operatori che lavorano tutto l’anno, in inverno e in estate, con impianti e infrastrutture indispensabili per lo sviluppo della filiera turistica montana.  

Aumento dei costi di gestione

"Si è parlato molto dell’aumento del prezzo degli skipass, ma vogliamo ribadire che la filiera sta facendo i conti con il caro energia, con l’aumento dei i costi dell’acciaio e del carburante, con l’impennata degli oneri di gestione per garantire la sicurezza degli sciatori - sottolinea Ghezzi -. I prezzi degli skipass sono aumentati, in ragione dell'inflazione, ma solo una minima parte dei maggiori costi sostenuti dalle aziende verrà trasferito sui clienti. I ritocchi, infatti, non coprono neppure la singola voce degli aumenti energetici: in caso contrario avremmo dovuto aumentare le tariffe del 30%, mentre i rincari si situano tra il 5 e il 12%".? 

Misure di supporto

Servono per questo misure di supporto al settore, per questo è stato chiesto al governo di riconoscere in modo formale le aziende funiviarie quali energivore e, in considerazione del loro ruolo per il turismo e l’economia in montagna, di aiutarle ad affrontare una situazione di difficoltà che, purtroppo, non dipende dalla capacità imprenditoriale. 

“Non chiediamo ristori o misure di stampo assistenzialistico - continua la presidente di Anef  -: siamo consapevoli del fatto che il caro energia riguarda tutte le imprese, nessuno è immune. Necessitiamo, piuttosto, di soluzioni strutturali e non improntate alla contingenza. Non rappresentiamo solo società impiantistiche: siamo presidi per la montagna. Se chiudono gli impianti, è tutto l'indotto a soffrire. Ciaspole e sci di fondo non sono sufficienti a mantenere la sostenibilità economica di un sistema incentrato sul turismo. Siamo la locomotiva di una lunga filiera: grazie agli impianti lavorano albergatori, commercianti, scuole sci e sci club. In un panorama alpino che vede i comuni morire lentamente per abbandono, è evidente l’importante ruolo economico e sociale svolto delle aziende funiviarie, che evitano lo spopolamento delle aree decentrate così come quello di tutti gli altri operatori che fungono da polo di attrazione per il turismo montano".

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Andamento stagione invernale

Ma la conferma  di quanto lo sci sia uno sport amato e ricercato sarebbe arrivata durante la stagione invernale 2021/2022. La straordinaria situazione pandemica con restrizioni e regole ha visto la clientela italiana compensare in buona parte la mancanza degli stranieri. "Questo dato è indicativo del positivo andamento del settore - spiega Ghezzi -, anche se i numeri sono stati lontani dai valori medi degli anni pre-pandemia. Ora ci impegneremo al massimo per trovare un punto di equilibrio economico: per noi è una questione di sopravvivenza. Nonostante l’aumento dei costi di gestione siamo pronti ad assicurare la qualità delle piste grazie agli impianti di innevamento programmato: non è immaginabile una stagione senza neve, penalizzerebbe tutta la filiera. Per il momento ci attendiamo una partenza lenta, con prenotazioni legate soprattutto a soggiorni brevi, in ragione della situazione di difficoltà che caratterizza molte famiglie italiane ed europee. Ma sappiamo, e constatiamo, che la “voglia di montagna” resta forte e diffusa”.  

Vendita online dello skipass

La pandemia ha imposto poi un'accelerazione importante ai processi di digitalizzazione. "Oggi pagare lo skipass online è possibile praticamente ovunque - ricorda la presidente -. È un cambiamento che incoraggiamo fortemente: per ragioni di praticità e comodità per il cliente, ma anche perché ci permette di monitorare e registrare i dati relativi ai flussi. In questo modo siamo più consapevoli delle esigenze degli utenti, e possiamo indirizzare meglio le nostre scelte di investimento. Un numero sempre maggiore di sciatori sta scegliendo, con soddisfazione, questa modalità di prenotazione e di pagamento, ma esistono ancora ampi margini di crescita".  

­­Mancanza di personale nei comprensori sciistici

C'è, tra le note dissonanti, anche quella della mancanza del personale, che ha toccato tutti, non solo questo settore. "Per quanto riguarda il reperimento della manodopera la situazione è migliorata rispetto a 12 mesi fa - afferma Ghezzi -. Il quadro non è più così critico, ma permangono difficoltà nel trovare persone specializzate e qualificate, ma anche lavoratori stagionali ricorrenti. La carenza di personale attualmente si aggira intorno al 10%, ma stiamo adeguando le nostre organizzazioni e le procedure operative per assicurare, come sempre, la qualità ed efficienza del servizio e, soprattutto, la massima sicurezza per gli utenti".

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