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Trentino zona rossa? "Lo sapremo venerdì, sicuramente i numeri sono in crescita"

Ricoveri in crescita, e tre pazienti in più in terapia intensiva nelle ultime 24 ore. Fugatti resta, giustamente, sul vago

"Sicuramente i dati non sono positivi, che testimoniano una crescita del contagio, staremo a vedere quale sarà la classificazione dell'Istituto Superiore di Sanità, lo sapremo venerdì". Il presidente della Provincia autonoma di Trento risponde così alla domanda, scritta in diretta Facebook da un giornalista, su quanto sia reale il pericolo di finire in zona rossa. Forse, in un anno di pandemia, ha visto troppe volte la situazione fotografata dai dati non coincidere con i livelli di restrizione previsti dalle norme nazionali. In particolare l'ingresso in zona arancione, a metà febbraio. 

Dunque, e il Trentino resterà aracione o si colorerà di rosso si saprà venerdì 26 febbraio. I numeri, però, sono in crescita: positività oltre l'8% sui tamponi, ricoveri che superano le dimissioni, 3 pazienti in terapia intensiva in più nel giro di 24 ore e, purtroppo, altri 3 morti. La speranza è nel vaccino, ma non mancano i problemi: l'irregolarità nell'arrivo delle forniture, ma anche la scarsa adesione (50%) dei medici di base al protocollo per la somministrazione del vaccino Astrazeneca direttamente in ambulatorio al personale dei nidi e delle materne con meno di 55 anni. Questi i temi toccati nella conferenza stampa di presentazione dei dati di mercoledì 24 febbraio (clicca qui). 

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