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Il presidente Maurizio Fugatti durante la conferenza stampa di venerdì 22 gennaio

Il presidente Maurizio Fugatti durante la conferenza stampa di venerdì 22 gennaio

Covid, la task force trentina su vaccini e spostamenti verso le seconde case

Tra cambi colore e aperture da parte del Governo, il Trentino fa sentire la sua voce

Il fine settimana, da qualche tempo, coincide con la proclamazione del colore per ogni regione con determinate norme anti-contagio da Covid. L'Italia da quasi un anno è stata calata nell'incubo delle chiusure, la didattica a distanza, i confini blindati e tutto ciò che ne è conseguito. Se tutto sembrava tornato alla normalità, o quasi, in estate, l'autunno ha fermato nuovamente la quotidianità di molti. Durante la conferenza stampa indetta dalla Provincia autonoma di Trento venerdì 22 gennaio sono stati affrontati i temi delle seconde case e dei vaccini. 

Seconde case

Consentiti dalla norma nazionale gli spostamenti verso le seconde case e il presidente della Pat (Provincia autonoma di Trento) Maurizio Fugatti ha confermato la propria preoccupazione, riferendo di aver parlato con il Ministero su questo tema, insieme ai rappresentanti istituzionali della Provincia autonoma di Bolzano. «Il buonsenso e la prudenza ci spingono a voler limitare gli arrivi di quanti risiedono in zona arancione o rossa» afferma Fugatti. «Se le strutture ricettive non hanno la possibilità di ospitare chi arriva da fuori, questo deve valere anche per le seconde case. Ce lo chiedono anche i sindaci».

Vaccini

Il direttore sanitario dell'Apss (Azienda provinciale per i servizi sanitari) Antonio Ferro, è entrato nei dettagli rispetto all’incidente legato alla somministrazione di soluzione fisiologica al posto del vaccino ad alcuni sanitari: «Il sistema di controllo e le check list si sono rivelati fondamentali nella gestione di questo episodio, che peraltro non ha creato alcun problema di salute agli operatori ed è stato gestito secondo la massima trasparenza» ha sottolineato. Il dottor Ferro ha ricordato, inoltre, che il vaccino non contiene il virus, evidenziando come tra gli ospiti di Rsa (Residenze sanitarie assistenziali) non si siano verificati decessi a seguito della vaccinazione.

È spettato all’assessore Segnana fare il punto sulle somministrazioni, che in Trentino hanno raggiunto quota 12.866 unità al 22 gennaio. A fine mese è atteso l’arrivo di 600 dosi del vaccino Moderna, mentre tra il 27 e il 29 gennaio arriveranno 7.200 dosi di quello prodotto da Pfizer. Per quanto riguarda l’accordo con i medici di medicina generale per la somministrazione dei vaccini alle persone con più di 80 anni, è stato ricordato come «a livello nazionale si sia deciso che debbano utilizzare le dosi AstraZeneca, atteso per il mese di febbraio». Segnana ha anche parlato la possibilità per i cittadini di effettuare il test antigenico rapido nelle farmacie.

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