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Martedì, 17 Maggio 2022
Scuola

Livelli apprendimento scolastico. Per Bisesti non c'è calo, Ferrari: "Non lo possono sapere"

La questione, emersa in Quinta commissione a inizio febbraio, è stata sondata dalla consigliera Ferrari durante il Consiglio

Calo dell’apprendimento negli studenti trentini, un campanello d'allarme suonato durante la Quinta commissione tenutasi a inizio febbraio, dove l’assessore Bisesti e i tecnici del dipartimento istruzione hanno illustrato una doppia analisi. Quello che è stato presentato è un monitoraggio che è stato svolto in due fasi nel 2021. Prima un monitoraggio che si è concentrato sui docenti, poi su una platea di circa sette mila studenti. L’obiettivo era quello di capire quali effetti potesse aver portato la pandemia nei due anni precedenti sulla qualità dei livelli di apprendimento degli studenti.

Scuola, calati livelli apprendimento. Ferrari: "servono iniziative straordinarie per recuperare"

“E’ stato constatato un calo significativo delle competenze e conoscenze - evidenzia Ferrari nella sua interrogazione -. Queste informazioni unite ai risultati dei dati Invalsi evidenziano in modo trasversale un problema generalizzato in tutti gli ordini e gradi di scuola. Una realtà da imputare complessivamente alle difficili condizioni della didattica determinate dall’emergenza pandemica di questi ultimi due anni. Le prove Invalsi hanno anche mostrato che se sono aumentati i livelli più alti, tuttavia sono diminuiti i più bassi, ma la scuola deve tutelare soprattutto i più deboli. Per dare una risposta a questa situazione l’80% dei docenti, in varia misura, ha messo in campo lezioni di recupero, ma che non potranno essere sufficienti a colmare il divario di competenze che si sta delineando”.

Alla luce di queste considerazioni, la consigliera Ferrari ha così chiesto all’assessore all’istruzione, università e cultura, Mirko Bisesti, quali azioni straordinarie intendesse mettere in campo, entro la fine dell’anno scolastico in corso (2021/2022 ndr) o durante l’estate, per permettere agli studenti di recuperare quel “gap di apprendimento che rischia di danneggiarli nel prosieguo dei loro studi” come si legge nell’interrogazione. La preoccupazione della consigliera Ferrari è che le lezioni di recupero non siano sufficienti a colmare e prevenire eventuali vulnus futuri. “E’ una richiesta che reitero, perché la settimana scorsa non ho avuto una risposta”.

La risposta dell’assessore Bisesti

La risposta dell’assessore Bisesti è arrivata durante la seduta del Consiglio provinciale di martedì 8 febbraio, al mattino, premettendo che quel monitoraggio era stato effettuato prima ancora di vedere i risultati delle prove Invalsi. “Nello specifico si tratta di risposte alle domande presenti nella sezione in cui si chiedeva ai docenti di ipotizzare, non essendo ancora disponibili gli esiti delle rivelazioni Invalsi per lo scorso anno scolastico, la possibile perdita di apprendimento stimando l’aumento percentuale degli studenti in cinque livelli di apprendimento”. I livelli erano cinque, dove al numero uno risultavano studenti con problematiche legate all’autonomia nello studio e nell’apprendimento, fino al livello più alto, il quinto, con studenti autonomi.

“Si trattava di stime soggettive - ha affermato l’assessore Bisesti -, seppure basate sull’esperienza concreta di lavoro nei mesi problematici della prima parte del 2021 a causa della pandemia. Perciò, questi dati non possono corrispondere con le misure standardizzate create attraverso le prove Invalsi sostenute dagli studenti nella primavera e comunicate poi nell’estate successiva. I dati che avevamo diffuso anche attraverso il lavoro di phrase con il coordinamento nazionale dell’Invalsi, non hanno confermato queste stime, almeno dal punto di vista cognitivo, per quanto riguarda proprio la perdita dell’apprendimento”.

Per la metà degli studenti la dad è stata un’esperienza negativa

I dati raccolti con il questionario studente, ha poi specificato l’assessore Bisesti, nella componente che non riguarda l’aspetto cognitivo ma che riguarda il benessere percepito nell’esperienza scolastica, non sarebbero molto differenti rispetto a quelli del periodo pre-covid. L’elemento segnalato da più studenti studenti, come prevedibile, riguarda la mancanza della componente sociale nell’apprendimento.

“I livelli di apprendimento citati da Invalsi e ripresi nella presentazione realizzata per la Quinta commissione - ha spiegato l’assessore Bisesti -, enfatizzano una situazione che varia dalla ‘stabilità’ al ‘miglioramento’, nel passaggio tra la rilevazione tra il 2019 e il 2021. Il miglioramento consiste proprio nella riduzione dei livelli più bassi, nello specifico l’1 e il 2, quelli che vengono considerati da Invalsi come ‘dati sentinella per il calcoli dell’abbandono implicito’; e nell’aumento dei livelli più alti, ovvero il 4 e il 5. Questo significa che nel passaggio tra il 2019 e il 2021, la percentuale tra gli studenti a rischio abbandono implicito, nella peggiore delle ipotesi è rimasta stabile negli studenti in Trentino, oppure si è ridotta”.

Da quanto affermato da Bisesti, quindi: “Non risultano perdite degli apprendimenti ma, al contrario, possibili perdite non cognitive anche come effetto della mancata socialità nell’apprendimento”. L’assessore ha poi spiegato l’intenzione della Provincia è quella di implementare il servizio di supporto psicologico presente nelle istituzioni scolastiche per studenti, famiglie e insegnanti. Inoltre, la Pat è capofila del progetto europeo Task che lavora attraverso l’attivazione dei docenti per migliorare il clima all’interno della classe.

La reazione della consigliera Ferrari

Una risposta, quella data dall’assessore che ha lasciato la consigliera Ferrari senza parole. “Risposta sconcertante - ha commentato Ferrari -. Non hanno affatto incrociato i dati del monitoraggio sulla percezione di docenti e studenti (7000) con i dati invalsi. Per poi concludere (non so come) che praticamente gli apprendimenti cognitivi sono addirittura aumentati, mentre quelli non cognitivi probabilmente sono peggiorati e quindi potenziano il servizio psicologico nelle scuole (cosa che peraltro chiediamo in ogni caso da due anni). Quindi non fanno nessuna azione straordinaria di recupero! Non ho parole”.

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