A Trento 750 positivi ma contando i test rapidi sono più del doppio

Anche il sindaco di Trento Ianeselli chiede alla Provincia di conteggiare i positivi del test rapido

A Trento 750 positivi, ma se si aggiungono quelli del test rapido si arriva a 1850.  A sottolineare lo scarto è il sindaco Franco Ianeselli, basandosi a titolo di esempio sui dati di martedì 10 novembre. Il primo cittadino si inserisce così nella polemica sul conteggio e sulla comunicazione dei numeri del contagio in Trentino, problema che interessa del resto tutte le regioni.

In un periodo come questo, nel quale proprio sui numeri si decidono chiusure e restrizioni, la trasparenza sui dati appare fondamentale. Nonostante a livello nazionale le regole non prevedano di conteggiare i positivi al test rapido nel totale, il Veneto, per esempio, ha già annunciato che li conteggerà. Il vicino Alto Adige ha deciso di dare precedenza massima al tampone per chi risulta positivo al test rapido.

In Trentino la polemica è nata quando il dirigente del Dipartimento Prevenzione Antonio Ferro ha dichiarato ai microfoni del Tgr che l'Apss non farà più il tampone di conferma ai positivi del test rapido. Dichiarazioni che hanno provocato la reazione delle minoranze in Consiglio provinciale. Il Pd ha presentato una mozione sul tema.

Il sindaco di Trento si unisce al coro: "È importante che tutti i casi siano conteggiati e che i cittadini ricevano informazioni univoche. I numeri della pandemia a Trento e in Trentino restano allarmanti: basta leggerli per capire che non viviamo in un mondo a parte, al riparo dall'emergenza "rossa" contro cui già combattono molte regioni italiane". 

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