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Una notte in tenda in via Belenzani, per chiedere più posti letto per i senza dimora

L'invito è rivolto a chiunque: "Una notte all'addiaccio", questo il titolo della manifestazione, per denunciare un problema che si ripete ogni anno

Tende in via Belenzani, sotto alla sede del Comune di Trento, per chiedere più posti letto per le persone senza dimora. "Una notte all'addiaccio", questo il titolo della manifestazione di protesta indetta dall'Assemblea Atirazzista di Trento per venerdì 13 dicembre. In queste giornate, e soprattutto nottate, di freddo intenso il problema si ripropone, come ogni anno: i posti letto presenti in città, denunciano gli organizzatori della protesta, sono insufficienti.

"Secondo i dati forniti dallo Sportello unico per l'accoglienza, nel corso del 2018 nei 5 dormitori di bassa soglia di Trento e Rovereto sono state presentate ben 1220 richieste per un posto letto - si legge nella nota - Per l’anno 2018 il numero di ricoveri effettuati in questi spazi è pari a 723 persone. Secondo dati di Caritas Diocesana e Fondazione Comunità solidale il 37% del totale delle persone in condizioni di bisogno ha cittadinanza italiana, le persone di cittadinanza straniera sono in aumento. In linea con la tendenza nazionale ed europea, è probabile che le persone in condizioni abitative precarie siano molte di più di quelle ufficialmente registrate".

La nuova emergenza: i lavoratori a basso reddito

Non solo: i posti letto offeti dal piano d'emergenza invernale non sono di facile accesso. Difficoltà si registrano, per esempio, per le coppie, o per le tante persone senza dimora che hanno un cane, o ancora per chi ha un lavoro a basso reddito e fa i turni di notte, ma non ha una casa. Proprio pensando a quest'ultima categoria l'Assemblea chiede che venga ripristinato un luogo di accoglienza destinato ai lavoratori a basso reddito, che potrebbero pagare una piccola somma in cambio del servizio. 

"Un'ampia e crescente fascia di persone, pur avendo una relativa autonomia economica, resta esclusa dal mercato immobiliare. Per questi l’unica alternativa diventa rivolgersi, quando ci sono, ai servizi di bassa soglia. Così sono proprio le persone più bisognose a trovarsi in situazioni abitative spesso inconciliabili con gli impegni di lavoro" si legge nel comunicato.

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