Un anno dopo Vaia: tutti i numeri della tempesta che devastò il Trentino

A distanza di un anno i numeri di quella notte fanno impressione, così come le cifre ufficiali dei danni causati dalla tempesta più violenta che il Trentino ricordi

E' passato un anno dalla notte del 28/29 ottobre 2018, la notte della tempesta Vaia, la perturbazione di origine atlantica che si abbattè sulle Alpi orientali causando due vittime e devastando boschi ed infrastrutture in Trentino. 

Il conto dei danni

I numeri, diffusi dalla Provincia autonoma di Trento, ad un anno di distanza, fanno impressione: danni al patrimonio forestale su una superficie complessiva di 19.545 ettari, ovvero quasi 4 milioni di metri cubi di legname schiantato. I danni ammontano a 359 milioni di euro compresi i danni alla zootecnia ed alla filiera del legno, ma anche quelli a strade, infrastrutture, corsi d'acqua, strutture pubbliche e private. 

Vaia, un anno dopo: il video della Provincia

Le domande di indennizzo arrivate alla Provincia da Comuni e privati sono circa 1.500, di cui 798 già evase per 8,46 milioni di euro. I cantieri aperti sono ancora 552. Da qui al 2023 saranno messe a dimora 1,31 milioni di piante. Si stima che la tempesta abbia abbattuto la quantità di legname normalmente prelevata in 10 anni dai boschi trentini.

I numeri della tempesta

Ma a fare ancora più impressione sono i numeri di quella notte: la velocità massima del vento venne registrata al passo Manghen, tra la Valsugana e la Val di Fiemme, con punte di 192 chilometri all'ora. In poche ore furono registrate 1.200 chiamate al 112, ed i Vigili del Fuoco volontari di tutto il Trentino furono impegnati in circa 3.000 interventi, di cui 300 per frane e smottamenti. I volontari al lavoro, contando tutte le componenti della Protezione Civile, furono più di 4.000.

La tempesta, internet ed il ritardo dei media

Circa 500 persone furono evacuate, 55.000 utenze elettriche interrotte, le scuole rimasero ciuse per due giorni. Come detto la tempesta causò, purtroppo, anche due vittime, entrambe nel Trentino occidentale. Michela Ramponi mamma di 45 anni, perse la vita dopo essere rimasta intrappolata nella sua abitazione, sommersa da una colata di fango a Dimaro, in Val di Sole. La figlia riuscì miracolosamente a salvarsi.

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Denis Magnani, 34enne di Segno, in Val di Non, fu colpito da un fulmine nella notte del 30 ottobre mentre si trovava in un capanno degli attrezzi. Morì quattro giorni dopo all'ospedale S. Chiara, proprio nel giorno in cui la Protezione Civile trentina dichiarava il "cessato allarme". 

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