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La proposta: "La Provincia usi i taxi per integrare il trasporto pubblico"

La proposta del Cna per sopperire alle carenze del trasporto pubblico in questo periodo di emergenza

Potenziare il trasporto pubblico per evitare assembramenti e contenere il contagio. E' questo uno dei nodi cruciali della seconda ondata, anche in Trentino. Il Dpcm di novembre ha ridotto al 50% la capacità dei mezzi pubblici. Il presidente della Provincia autonoma Maurizio Fugatti, pur presentando un programma di ottimizzazione che in molti casi ha più che raddoppiato le corse nelle ore di punta, ha sempre ribadito che acquistare nuovi mezzi appare una soluzione poco praticabile, non solo per l'impegno economico ma anche per le lungaggini burocratiche che rischierebbero di rendere l'opzione poco efficace.

Di fronte a questo scenario dalla Cna del Trentino, associazione di categoria delle piccole imprese, arriva una proposta che permetterebbe anche di compensare le perdite di uno dei tanti settori bloccati a causa dell'emergenza: quello dei taxi e del noleggio auto con conducente. Insomma: auto "pubbliche", per alleggerire il carico di autobus e corriere.

"Abbiamo anvanzato questa proposta sin da fine aprile, ma le nosre parole sono state praticamente inascoltate - spiega Andrea Benoni, presidente del Cna Trentino -. Questa soluzione darebbe una mano a superare la crisi del settore taxi e NCC dovuta al calo del turismo e degli spostamenti delle persone, ma consentirebbe di offrire risposte flessibili alla mobilità pubblica anche per spostamenti di poche persone da e per le valli, disabili compresi, garantendo mezzi di trasporto sicuri ed affidabili con costi contenuti per la Provincia". 

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