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Dieci anni di residenza per gli stranieri nelle case pubbliche: la Corte d'Appello dice 'no'

Seconda bocciatura per la norma inserita nel regolamento Itea dalla Giunta Fugatti: "E' illegittima"

Altra bocciatura per la legge "anti-stranieri" nelle case popolari voluta dalla Giunta Fugatti. La Corte d’Appello di Trento ha rigettato il ricorso della Provincia e confermato come discriminatorio il requisito dei dieci anni di residenza in Italia per accedere alle graduatorie per gli alloggi pubblici e all’integrazione del canone d’affitto. Ne dà notizia, nel pomeriggio di venerdì 25 giugno, la Cgil del Trentino che si era battuta per la cancellazione della norma. Manca ancora, nel momento in cui scriviamo, un comunicato ufficiale della Provincia.

"Una sentenza scontata, che obbliga la Giunta Fugatti a modificare il regolamento Itea - scrive il sindacato in una nota - dopo aver ignorato per mesi (e a spese dei contribuenti) la sentenza di primo grado. Speriamo che dopo questa batosta, prima di arrivare nuovamente davanti al Giudice, la Giunta Fugatti riprenda in mano le scelte assunte fin qui anche per quanto riguarda l’accesso all’assegno di natalità". Una questione, quest'ultima, che segue di pari passo quella per l'accesso all'alloggio pubblico. 

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