Riva del Garda: 1.200 bottiglie di spumante calate nel lago, ecco perché

Temperatura costante, niente luce ed il dolce cullare delle onde: condizioni ottimali per uno spumante speciale

Ci sono 1.216 bottiglie di spumante sul fondo del lago di Garda: non si tratta del prezioso carico di un veliero pirata affondato nelle acque del Benaco secoli fa, ma di un'innovativa tecnica, utilizzata in Italia ed in Francia, di maturazione del vino. In questo caso TrentoDoc Spumante Metodo Classico.

La cassa contenente le 1200 bottiglie è stata calata a 38 metri di profondità sabato 27 giugno. Le operazioni sono state seguite dal Gruppo Sommozzatori di Riva del Garda e dai Vigili del Fuoco volontari. Riposerà sul fondo del lago per un anno. A quel punto il contenuto diventerà il Brezza Riva Riserva Blanc de Blacs della Cantina di Riva del Garda. 

Si tratta di uve Chardonnay che crescono in un prezioso vigneto collocato nell’Alto Tennese e condotto interamente in modo biologico, per una resa che non supera i 40 hl per ettaro. Dopo 12 mesi nel lago lo spumante completerà sua ultima fase di maturazione per ulteriori due anni, fino alla commercializzazione come Pas Dosè. Temperatura costante, pressione superiore a quella atmosferica e il cullare delle correnti lo renderanno uno spumante davvero speciale. 

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"A queste profondità, con una temperatura costante che oscilla in modo lento tra i 9 e i 13 gradi, in assenza di luce e rumori, le 1.216 bottiglie di Spumante Brezza Riva Riserva troveranno le migliori condizioni per una lenta e incessante maturazione - spiega Furio Battelini, enologo di Cantina Riva del Garda -. Un processo di vinificazione iniziato con la pressatura soffice delle uve e solo il primo 55% della Cuvée utilizzata, proseguito un mese fa con il tiraggio e ora con la maturazione nelle profondità del Lago di Garda, a trentotto metri di profondità e sessanta dal porto San Nicolò". 

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