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Spostamenti tra regioni: pass e dubbi

Il governo punta su un non ben definito pass o certificato vaccinale per permettere di nuovo gli spostamenti tra le regioni (almeno tra quelle in zona gialla, che potrebbero essere 11 o 12). Ma mancano pochi giorni, per implementare un'app su tecnologia blockchain serve tempo e l'app IO non è predisposta adesso come adesso. Inoltre se servirà un tampone negativo nelle 48 ore precedenti allo spostamento, il test dovrebbe essere evidentemente gratuito. Tutto quello che non va

Immagine di repertorio

Meno di una settimana alle riaperture e ancora non si hanno indicazioni precise sul famoso pass o certificato per gli spostamenti tra le regioni (almeno tra quelle in zona gialla, che potrebbero essere 11 o 12). Probabilmente da lunedì 26 aprile la mobilità sarà consentita tra le regioni in fascia gialla senza presentare un'autocertificazione, mentre non c'è una data sugli spostamenti tra regioni in zona arancione e rossa. Ma il pass è tutt'altro che ben delineato.

Come sarà concretamente il "pass" annunciato dal presidente del Consiglio Mario Draghi? Dovrà contenere almeno una delle seguenti informazioni:

  • l'indicazione di aver fatto il vaccino contro Covid-19;
  • un certificato medico che attesti di essere guariti dal Covid-19;
  • l'indicazione di aver fatto un tampone antigenico o molecolare con esito negativo nelle 48 ore precedenti allo spostamento.

Il pass dovrebbe consentire lo spostamento sul territorio nazionale "giallo" e accedere a determinati eventi (culturali e sportivi). Ma il 26 aprile è dietro l'angolo, e sicuramente non si avrà un pass definito e operativo per quella data, e quindi ci saranno delle soluzioni a tempo. Poi a medio termine si punta sul modello del "green pass" europeo (un'app con un codire Qr) che Bruxelles intende attivare dall'estate. Ne abbiamo parlato qui. Per quel che riguarda le riaperture dal 26 aprile restano molti dettagli da definire.

Il pass potrebe essere digitale. In tal caso, in pratica, l'esito negativo di un tampone eseguito in una struttura accreditata o il certificato di avvenuta vaccinazione o di guarigione dal Covid dovrebbero essere abbinati a un codice a barre che verrà scansionato e consentirà il passaggio tra regioni. L'ipotesi è rendere disponibile il meccanismo su smartphone. Ma i dubbi restano: non tutti hanno uno smartphone, tanto per iniziare.

Un'altra opzione potrebbe essere quella di puntare su una nuova tessera, da realizzare con il possibile coinvolgimento di Poste italiane, con i dati forniti dall'autorità sanitaria. Ma ci vorrebbe almeno un mese di tempo per passare dalla teoria alla pratica. L'alternativa è sfruttare le potenzialità dell'app IO, già usata per il cashback ma ancora non predisposta per un pass vaccinale.

Molti dubbi sul documento

Guardando all'estero, c'è l'esempio dello Stato di New York, negli Usa,  dove da qualche tempo c'è "The Excelsior Pass", un'app progettata per agevolare l’accesso a concerti o eventi sportivi che richiedono una prova di vaccinazione o della recente negatività a un tampone. I referti sono inviati a un portale, che genera un Qr code univoco che può essere letto dal personale di sicurezza. Il sistema è realizzato su tecnologia blockchain, il che vuol dire che nessuno può accedere alle informazioni sanitarie del singolo.

Ma pensare a implementare nel giro di poche settimane un sistema del genere in Italia è qualcosa di utopico. La realtà che non tutti i cittadini potranno avere il vaccino nelle prossime settimane, e non per loro scelta. Quindi per elementare giustizia e anche per necessità, una persona deve potersi spostare per lavoro, studio e tutte le altre motivazioni previste dai decreti che verranno, se saranno riaperti i confini tra regioni. Il certificato di tampone negativo (eseguito entro i due giorni precedenti) può essere la soluzione per tutti i non vaccinati. Ma come semplificare le procedure? Tra fantomatiche app, certificati medici di guarigione, esiti dei tamponi, per ora c'è solo un gran caos e i dubbi proliferano sui social. E il 26 aprile, data probabile di "apertura dei confini regionali" è dietro l'angolo.

"Dobbiamo solo capire come rendere operativo il pass sulla mobilità", dice uno dei ministri che è presenza fissa alle riunioni della cabina di regia. Non un dettaglio.

"Il Governo sta lavorando al varo del 'pass' con cui i cittadini potranno spostarsi liberamente anche tra Regioni classificate con colore rosso o arancione e, naturalmente, per favorire l'arrivo di turisti in Italia, come proponevamo da tempo" scrive sui social il sottosegretario all'interno Carlo Sibilia. "Un tampone negativo nelle 48 ore probabilmente sarà una delle tre condizioni per ottenere il pass, in alternativa alla certificazione della vaccinazione o alla guarigione dal Covid-19. È però importante mettere subito in chiaro che dovrà essere onere dello Stato assicurare gratuitamente il tampone antigenico o molecolare", ha aggiunto. "Quando il tampone diventerà strumento per riprendere a spostarsi e a produrre in sicurezza, i costi dovranno essere a carico dello Stato. Sarebbe inconcepibile che i costi per raggiungere l'obiettivo condiviso della riconquista della normalità finissero per ricadere sul cittadino, già provato dalle restrizioni legate alla crisi sanitaria", spiega Sibilia.

Il tampone ha un costo non indifferente e variabile tra le Regioni, "altra stortura figlia di un Paese che ha 21 diversi servizi sanitari, e il governo non potrà imporre questa spesa - osservano gli esponenti del Movimento 5 Stelle in commissione Affari Costituzionali al Senato - a cittadini e famiglie che vorranno spostarsi per turismo o per altre ragioni".

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