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Stop agli sport amatoriali: il Dpcm "salva" (per ora) lo sci

Limitando il divieto ai soli sport di contatto lo sci rimane escluso ma le perplessità, in vista della stagione invernale, rimangono

Stop agli sport di contatto praticati a livello amatoriale. E' quanto prevede il nuovo Dpcm firmato da Giuseppe Conte nella notte tra il 12 ed il 13 ottobre. Niente "partitella" a calcetto con gli amici, insomma, mentre se si milita in una squadra dilettantistica il campionato prosegue. Lo stesso vale, ovviamente, per le categorie professionistiche.

Nella serata di lunedì 12 ottobre il presidente della Provincia autonoma Maurizio Fugatti, commentando quello che poi sarebbe diventato effettivo poche ore dopo, aveva espresso forti perplessità su un punto: lo sci. La questione può sembrare banale, ma non lo è. Sebbene sia un'attività attinente più che altro al comparto turistico rimane pur sempre uno sport praticato, appunto, a livello amatoriale.

Limitando il divieto ai soli sport di contatto il Dpcm di fatto "salva" lo sci, permettendo a tutto il settore collegato, dagli impianti agli alberghi, di tirare per ora un sospiro di sollievo. Certo, la stagione è ancora lontana ma la prima, abbondante, nevicata sulle montagne trentine fa ipotizzare una partenza anticipata.

Si tratta in ogni caso di un punto delicato: innanzitutto bisogna vedere come si evolverà la situazione sul fronte dei contagi e nulla esclude che ci saranno ulteriori restrizioni. In secondo luogo pesa ancora sull'opinione pubblica trentina lo "spettro" dell'ultimo weekend prima del lockdown nella primavera 2019, quando migliaia di turisti provenienti soprattutto da Veneto e Lombardia presero d'assalto le piste trentine. Le zone a vocazione sciistica si rivelarono poi le più colpite dal contagio lasciando ipotizzare che fu proprio da quelle aree di confine che il virus penetrò in Trentino. 

Rimane, in ogni caso, il divieto di assembramenti che, se le piste dovessero aprire, dovrà comunque essere rispettato. O, meglio, fatto rispettare. Molto dipende, dunque, dalla capacità dei gestori degli impianti di adeguarsi alle nuove regole prevedendo file ordinate, posti vuoti su seggiovie e cabinovie, rispetto generale delle distanze. Una questione che, nelle settimane "calde" della stagione estiva, aveva già fatto molto discutere. 

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