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Giovedì, 2 Dicembre 2021
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Sanitari, vaccini e sospensioni. Nursing up: "Sanità Trentina in grave crisi"

Scontro di visioni tra il sindacato e l'Azienda sanitaria

Non ha nascosto la propria preoccupazione il sindacato Nursing up, nel corso della riunione del con l’Apss di fine novembre, in merito all’imminente sospensione del servizio che riguarderà 150 operatori tra cui 62 infermieri, 52 Oss, 26 tecnici sanitari, 5 medici, 4 ostetriche, che si aggiungono ai 94 sospesi per mancata vaccinazione della prima ora, circa 40 gli infermieri.

"Questa improvvisa ed ulteriore assenza di professionisti ed operatori non fa altro che acuire una già cronica assenza di infermieri, professionisti sanitari ed Oss - si legge nella nota di Nursing up -, presenta proposte e soluzioni per contrastare il fenomeno, rimaste sempre inascoltate dalle istituzioni".

Diverso il parere dell'Azienda sanitaria che, invece, parla di numeri si sono molto ridotti rispetto al dato iniziale in cui ad un primo esame erano emersi circa duemila operatori non in regola con la vaccinazione.

"Molti nostri colleghi - scrive ancora Nursing up - in questi mesi andranno in pensione, 1200 nei prossimi anni, abbiamo un’età elevata età media, 51 anni, a fronte di un’attività usurante, molti di noi hanno limitazioni funzionali dovute al lavoro gravoso ed ora si affaccia un nuovo fenomeno: in molti si licenziano, alcuni addirittura abbandonano la professione, sono esausti. Per la mancanza di personale Oss, inoltre, vengono continuamente assegnate attività improprie e demansionanti al personale infermieristico, abbiamo chiesto che venga supportato da personale amministrativo e attingendo da convenzioni esterne".

Secondo il sindacato, la vicina provincia di Bolzano diventerebbe sempre più "appetibile" per i sanitari che abitano nelle zone confinanti, a causa dello stipendio superiore di qualche centinaio di euro. In Alto Adige, è opportuno ricordarlo, le sospensioni non sono mancate e, anzi, sono iniziate prima rispetto a quanto accaduto in altri territori.

"Nel corso della riunione - si legge ancora nella nota - abbiamo chiesto immediate assunzioni di infermieri ed Oss e di accelerare le procedure concorsuali, nella consapevolezza che dalle attuali graduatorie gli ingressi saranno minimi, pertanto al personale che resterà in servizio, già sfinito, dovrà essere garantito un adeguato recupero psico-fisico e dovranno essere mantenuti gli standard assistenziali minimi definiti dalla delibera di giunta n.1117 del 1997. Se non saranno garantite queste condizioni, sarà a rischio la qualità dell’assistenza e l’operare sicuro del professionista, se non garantiremo condizioni di lavoro perlomeno accettabili, andremo ad alimentare la continua emorragia di personale che abbandonerà l’Azienda sanitaria".

Una visione ben differente quella dei sindacati, che accusano le istituzioni di minimizzare e professare un "falso ottimismo". Nursing up ha più volte rimarcato di come la situazione sarebbe, a suo modo di vedere "gravissima" e, anche, a chiedere "quando inizieremo a curare la vera malattia del sistema salute? Noi le nostre proposte le abbiamo fatte, manca la volontà istituzionale di attivare un vero confronto, bisogna avere un progetto, investire risorse in maniera mirata, serve un’immediato cambio di marcia". 

Le richieste del sindacato sono rivolte a:

  • un rinnovo contrattuale celere e con nuove indennità infermieristiche, sanitarie e per gli Oss, prevedendo la revisione dell’ordinamento professionale con la riclassificazione del personale sanitario 
  • aumentare i posti in università per implementare i professionisti infermieri e sanitari formati in sede locale, per fare questo bisogna ampliare gli spazi fisici dedicati alla formazione e potenziare il personale dedicato alla funzione didattica
  • creare un sistema di sviluppo professionale, abbiamo già dei fondi dedicati da contrattare, abbiamo richiesto incontri, come mai l’Apran non ci convoca?
  • attuare una politica dei benefit, per favorire l’accesso di professionisti provenienti da fuori regione
  • garantire la formazione ecm a carico dell’azienda sanitaria, così come hanno fatto altre strutture per trattenete i proprio professionisti

"La vera sfida - conclude il sindacato - deve essere giocata sulla valorizzazione del ruolo rivestito dai professionisti sanitari, saranno quelli a fare la differenza". 

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