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Pubblica Amministrazione e smart working, cade l'obbligo per un lavoratore su due

Tra le norme contenute nel decreto Proroghe approvato dal Cdm c'è anche il provvedimento che fa ''saltare'' la soglia del 50% per il lavoro da casa. Il ministro Brunetta: "Quota al 15% nel 2022"

Segni di normalità anche nel mondo del lavoro per i lavoratori della Pubblica amministrazione. Nel decreto Proroghe approvato dal Consiglio dei ministri c'è anche l'addio alla soglia minima del 50% per lo smart working nella Pa.

Addio alla soglia del 50%

Il testo del decreto non prevede più una quota per il lavoro da casa: addio quindi alla soglia del 50%  introdotta a causa della pandemia. Fino alla definizione della disciplina del lavoro agile nei contratti collettivi del pubblico impiego, e comunque non oltre il 31 dicembre2021, le amministrazioni pubbliche potranno continuare a ricorrere alle modalità semplificate relative al lavoro agile, ma sono liberate da ogni rigidità. 

Brunetta: ''Dal 2022 quota smart working al 15%''

La novità contenuta nel decreto è stata confermata in una nota dal ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, che ha precisato alcuni aspetti della norma: ''A regime, dall'inizio del 2022, la norma contenuta nel decreto legge proroghe, conferma l'obbligo per le amministrazioni di adottare i Pola (Piani organizzativi del lavoro agile) entro il 31 gennaio di ogni anno, riducendo però dal 60% al 15%, per le attività che possono essere svolte in modalità agile, la quota minima dei dipendenti che potrà avvalersi dello smart working''. 

"Facciamo tesoro della sperimentazione indotta dalla pandemia e del prezioso lavoro svolto dalla ministra Dadone – ha sottolineato il ministro - per introdurre da un lato la flessibilità coerente con la fase di riavvio delle attività produttive e commerciali che stiamo vivendo e dall'altro lato la piena autonomia organizzativa degli uffici".

"Fino a dicembre -ha concluso Brunetta - le amministrazioni potranno ricorrere allo smart working a condizione che assicurino la regolarità, la continuità e l'efficienza dei servizi rivolti a cittadini e imprese. Un percorso di ritorno alla normalità, in piena sicurezza, concordato con il Comitato tecnico-scientifico e compatibile con le esigenze del sistema dei trasporti''.*

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