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Servizi per l’infanzia per i figli degli operatori sanitari: ecco i criteri per l’accesso

Ammessi anche i bambini con almeno un genitore che lavora nelle stesse strutture, ma che non fa parte delle professioni sanitarie

Immagine di repertorio

Il presidente della Provinica autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, con un'ordinanza ha disposto che i figli degli operatori sanitari possono accedere ai servizi socio educativi per la prima infanzia, come asili nido o Tagesmutter, ai servizi di conciliazione e frequentare le scuole dell’infanzia. Il tema è tornato in Giunta provinciale lunedì 15 marzo, che su proposta del presidente Fugatti e degli assessori Mirko Bisesti e Stefania Segnana ha discusso i criteri per l’accesso, individuando i profili professionali degli operatori sanitari che potranno usufruire di questa deroga.

Potranno accedere i bambini con almeno un genitore che lavora in strutture sanitarie pubbliche e private accreditate o in Rsa (Residenze sanitarie assistenziali), appartenente alle professioni sanitarie, inclusi gli Operatori Socio Sanitari. Accesso consentito anche per i bambini con almeno un genitore che lavora nelle stesse strutture, ma che non fa parte delle professioni sanitarie, perchè svolge mansioni di tipo tecnico o ausiliario necessarie al funzionamento delle strutture, come, ad esempio, cuochi, manutentori, magazzinieri o assistenti alla poltrona, sempre delle strutture ospedaliere.

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