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Orso M49-Papillon, animalisti chiedono il suo sequestro preventivo: "Sua vita in pericolo"

Lav: "Vogliamo evitare che l'animale venga ucciso"

M49 (immagine repertorio)

"La sua vita è in pericolo, abbiamo chiesto il sequestro preventivo". Questo l'annuncio della Lav (Lega antivivisezione) a proposito di M49-Papillon, dopo che Trento e Bolzano si sono alleate per catturarlo e, in caso di pericolo, ucciderlo.

"Con una memoria depositata oggi alla Procura della Repubblica di Bolzano - scrive l'associazione animalista - la Lav ha voluto informare il Procuratore capo, dott. Giancarlo Bramante, circa il grave rischio che incombe sulla vita dell’orso". Secondo la Lega antivivisezione, infatti, le province di Trentino e Alto Adige avrebbero intensificato le attività di monitoraggio del territorio dove si trova l’animale, con l’evidente scopo di eseguire quanto prima l’ordine di cattura o uccisione.

Richiesta di sequestro preventivo

“Considerato che l’ordinanza della provincia di Bolzano si basa su dati che confermano quanto l’orso sia disinteressato a noi umani - dichiara Massimo Vitturi, responsabile Animali Selvatici della LAV -, a ulteriore chiara conferma della sua non pericolosità, se venisse eseguita comportando addirittura l’uccisione dell’animale, saremmo pronti a denunciare l’amministrazione provinciale per uccisione di fauna selvatica protetta e uccisione di animale".

Già a fine agosto le associazioni animaliste Enpa, Lac, Lav, Lipu, Lndc e Wwf avevano firmato una diffida urgente all’amministrazione provinciale, con la richiesta di ritiro immediato dell’ordinanza di cattura o uccisione, dicendosi pronte a chiedere il danno erariale nel caso di misure drastiche e cruente per la gestione dell'orso.

Il 5 settembre arriva l'annuncio di Lav, che ha chiesto il sequestro preventivo dell'orso, per evitare alla Provincia di eseguire i contenuti dell’ordinanza di cattura/uccisione. “La stagione turistica - conclude la Lega antivivisezione - volge oramai al termine e così la frequentazione umana delle montagne, non ha quindi più senso parlare di rischio per le persone, considerato anche che fra pochi giorni torneranno a valle gli animali allevati in quota, il presidente Kompatscher ritiri quindi la sua ordinanza lasciando l’orso libero di godersi il suo letargo”.

Orso ancora in fuga

M49 si sarebbe spostato dalla zona di Lavazè dove era stato avvistato l'ultima volta, verso il Lagorai, tra la val di FIemme e la Valsugana. L'animale è in fuga da ormai un mese e mezzo dopo che è riuscito a scappare dal recinto del Castellar dove era stato detenuto in seguito alla cattura avvenuta a luglio. A testimoniare i movimenti dell'animale ci sarebbero alcune predazioni e la presenza di escrementi del plantigrado, rinvenuti vicino al lago delle Buse. Sulla segnalazione stanno effettuando accertamenti i forestali.

La zona del Lagorai è scarsamente antropizzata, tanto che il consigliere del Movimento 5 stelle Filippo Degasperi ha affermato: "Ritengo sia opportuno ritirare l’ordinanza di cattura e dedicare tempo e risorse alla tutela del bestiame ancora presente sugli alpeggi anziché dissiparle nella caccia ai fantasmi. Da qui a Primavera, di concerto con il Ministero dell’Ambiente, ci sarà tutto il tempo necessario per affrontare la questione fuori da isterismi e propaganda".
 

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