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Venerdì, 21 Giugno 2024
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Educazione e istruzione, un incontro per parlare del ddl di marzo: di cosa si tratta

L’obiettivo di Cisl Scuola è stato quello di creare uno spazio di confronto riguardante un disegno di legge, che da mesi preoccupa le due realtà riconoscibili e definite all'interno del sistema scolastico trentino

A fine agosto i sindacalisti di Cisl Scuola del Trentino, Vanessa Masè, consigliere (La Civica) proponente il ddl oggetto del confronto, Alessandro Laghi, drettore Associazione Co.E.S.I, Livio Degasperi, dirigente Servizio infanzia della PaT, Lucia Stoppini, direttore Fpsm e Daria Santoni, coordinatrice della Cooperativa Bellesini, si sono riuniti attorno a una "tavola rotonda". Il motivo? Discutere del disegno n. 135 del 29 marzo 2022:”Istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione per l'infanzia”.

Come spiegano i sindacati, quella presa in esame è una legge che disciplina gli interventi della Provincia autonoma di Trento diretti a istituire progressivamente il sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita sino ai sei anni, di seguito denominato sistema integrato zero/sei, anche in armonia con il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65 (articolo 1, commi 180 e 181, lettera e).

L’obiettivo di Cisl Scuola, durante l'incontro, era quello di creare uno spazio di confronto riguardante un disegno di legge, che: "Da mesi preoccupa le due realtà riconoscibili e definite all'interno del sistema scolastico trentino, che hanno come riferimento normativo due diverse leggi: n 4/2002 (Nidi) n 13/1977 (Scuole Infanzia); settori specifici per le proposte educative differenziate, per la tipologia e l’età dell’utenza".

Dal dibattito sono emerse delle preoccupazioni, tra le quali:

• la trasformazione della Scuola dell’Infanzia in un “servizio” assoggettato ai bisogni dell’utenza: sentore alimentato dall’apertura del mese di luglio;

• la svalutazione progressiva della professionalità dell’insegnante, costruita attraverso la formazione continua e anni di esperienza in uno specifico settore;

• l’ingresso in una sperimentazione “permanente”, con il pericolo di assenza di confronto con gli attori coinvolti, incluso il sindacato;

e le seguenti considerazioni:

• la migrazione del personale dell’Infanzia verso altri settori del sistema scolastico o addirittura verso altre realtà lavorative;

• la difficoltà di reclutamento di nuovo personale, probabilmente perché la professione ha perso attrattiva;

• il calo demografico costante, che incide già oggi e maggiormente nel prossimo futuro.

Gli interventi hanno evidenziato anche degli aspetti positivi del ddl n.135, tra i quali:

• il potenziamento del già presente percorso di continuità tra i vari settori della scuola;

• la maggior diffusione sul territorio delle realtà scolastiche 0/6;

• l’estensione del concetto di “prescuola” a tutto il periodo 0/6, finora esclusivo del segmento 3/6.

La Cisl Scuola, in una nota, scrive che auspica che in ogni percorso nuovo e vecchio riguardante la scuola sia rispettata la centralità del bambino/studente, l’attenzione ai suoi ritmi di apprendimento e di crescita. Così come si aspetta che la stessa attenzione sia garantita a lavoratrici e lavoratori di entrambi i settori, alla loro professionalità, alla tutela dei loro diritti. 

Il Sindacato vigilerà sull’iter del DDL n 135, a tal fine chiede:

• che sia costituito un tavolo tecnico di confronto con tutti i soggetti coinvolti;

• che si attivi una sperimentazione condivisa e monitorata, possibilmente a termine.

• che si creino le condizioni affinché la professione di insegnante della Scuola dell’Infanzia e dei Nidi sia davvero attrattiva e soddisfacente.

L’incontro era aperto alle insegnanti dei due settori interessati dalle misure del ddl e cioè nidi e scuole dell’infanzia, nonché ai coordinatori pedagogici.

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