Scuola: a settembre 270 classi in più, la Provincia assume nuovi insegnanti

Stanziamento da 45 milioni di euro di cui 33 per assunzione di personale docente. A scuola senza mascherina ma ad un metro di distanza. Ecco come sarà il ritorno in aula

A settembre tutti a scuola: niente mascherina ma ci sarà la distanza obbligatoria di un metro. Significa meno alunni per classe, ovvero più classi e soprattutto più insegnanti. La Giunta provinciale ha messo sul piatto 45 milioni di euro per poter ripartire a settembre, di cui 33 solamente per l'assunzione di nuovi docenti. Si calcola che ci saranno circa 270 classi in più da gestire.

"Si tratta di assunzioni che andranno a sommarsi alle stabilizzazioni già effettuate del personale precario" ha precisato l'assessore all'Istruzione Mirko Bisesti. Altri 5 milioni di euro serviranno ad assumere nuovo personale Ata, 4 milioni saranno dedicati al settore dei bisogni educativi speciali, con l'assunzione di nuovi docenti di sostegno, ed infine 3 milioni serviranno all'acquisto di nuovi arredi ed attrezzature. 

Didattica a distanza solo in caso di nuovo allarme

La scuola ripartirà, secondo le previsioni, senza grandi limitazioni: la didattica a distanza è esclusa, si tornerà in classe. L'accesso e l'uscita avverranno a scaglioni, in modo da non creare troppo affollamento; l'educazione fisica dovrà essere praticata a distanza, cosa che esclude gli sport di contatto; mensa ed intervallo si terranno regolarmente, con alcune precauzioni quali distanziamento sociale ed igienizzazione delle mani.

La regola per entrare in classe saranno i 37,5° di temperatura corporea, oltre i quali non si potrà accedere alla scuola. Non è ancora chiaro se verrà misurata la temperatura a tutti gli alunni all'ingresso. Niente mascherina in classe: come già annunciato sarà obbligatorio indossarla solamente durante gli spostamenti. Un altro importante strumento di prevenzione ma anche di mappatura del contagio saranno i tamponi a base volontaria proposti a tutto il personale, docente e non, delle scuole trentine: un potenziale campione di 10.000 persone.

Questo, naturalmente, accadrà qualora la situazione epidemiologica dovesse rimanere quella attuale. Ma è solo uno dei quattro scenari ai quali la scuola trentina si sta preparando. Sono infatti previsti altri tre livelli: una "situazione di attenzione", in cui sarà garantita la didattica in presenza con misure più restrittive; un "ritorno del virus" in cui alla didattica in aula sarà affiancata quella a distanza privilegiando la presenza per alunni con bisogni educativi speciali; infine una situazione di nuovo "lockdown" con diffusione del virus sul territorio, cosa che comporterebbe un ritorno alla didattica a distanza già sperimentata nel secondo quadrimestre dell'anno appena concluso.

"Qualora si dovesse tornare al lockdown stiamo prefigurando la possibilità di curare in modo diverso, più attento, le categorie più fragili, soprattutto gli alunni con bisogni speciali e bambini più piccoli - ha spiegato la Soprintendente Viviana Sbardella -. La preoccupazione più diffusa tra le famiglie è quella di recuperare quanto è mancato in questa ultima fase dell'anno scolastico. Per questo si cercherà di offrire corsi formativi ai docenti per attivare una tipologia di didattica che permetterà di reintegrare quelle competenze e quelle conoscenze che gli studenti non sono riusciti ad acquisire quest'anno, non saranno dei "corsi di recupero" ma un nuovo modo di impostare l'anno scolastico".

Nel frattempo in diverse vallate trentine i singoli Comuni si sono attivati per trovare nuovi spazi, vista la riduzione di capienza delle aule. Anche a questi costi, è stato confermato, provvederà la Giunta con un'integrazione. L'inizio delle lezioni è già stato fissato per il 14 settembre, in linea con il resto d'Italia (ad esclusione dell'Alto Adige dove si comincia una settimana prima) mentre le scuole per l'infanzia riapriranno già il 3 settembre, dopo un mese di pausa visto che, caso unico in Italia, in Trentino nidi ed asili sono stati riaperti fino al 31 luglio.

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