Sciopero e presidio alla Adler di Rovereto: a rischio fino a 50 posti di lavoro

Il personale dell'azienda potrebbe essere dimezzato

Il presidio (foto Mario Cerruti)

Sciopero e presidio nella mattina di giovedì 5 marzo alla Adler di Rovereto, la fabbrica di componentistica per motocicli, che da tempo versa in una crisi finanziaria. I lavoratori con il supporto dell'assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro, Achille Spinelli hanno parlato telefonicamente con l'ad dell'azienda, Alfio Morone. Venerdì 6 marzo invece i sindacati incontreranno i vertici della società.

Alla base della protesta l'incertezza dei dipendenti dopo che l'azienda è stata parzialemente acquisita da una multinazionale del sud est asiatico. "Il confronto con la direzione aziendale - si legge in una nota di Cilsl Femca e Cgil Filctem - non sta producendo i risultati attesi". Le richieste delle due sigle sindacali sono:  un piano di sviluppo, una riduzione del numero degli esuberi, adozione di forme part-time di lavoro, percorsi di collocamento e sostegno al reddito. Al momento i posti a rischio sono fino a 51.

La crisi dell'azienda

La Adler, nata nel 1958 e proprietà della famiglia Morone, si è trovata alle prese con una forte crisi di liquidità. A metà febbraio era stato individuato un investitore ma il partner finanziario avevo chiesto da subito di dimezzare il personale. La procedura di mobilità era stata aperta all'inizio di febbraio per 19 operai e 4 impiegati. I sindacati Cgil e Cisl si stanno opponendo agli esuberi, sottolineando le grandi potenzialità dell'azienda e il fatto che avrebbe contratti già firmati per il 2021 con case motociclistiche di grande importanza.

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