Domenica, 26 Settembre 2021
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Riapertura impianti, Dallapiccola critico: «Può forse gioire il personale sanitario?»

Dubbi, quelli del consigliere che si estendono anche sull'effettiva voglia delle persone di spostarsi, ammesso che ci sia un effettivo "via libera" tra le regioni da metà febbraio

Le piste da sci riapriranno il 17 febbraio, ad affermarlo è stato l'assessore provinciale Roberto Failoni, durante la conferenza stampa di venerdì 5 febbraio, ad affermarlo. Al contrattacco è arrivato, però il consigliere Michele Dallapiccola del partito autonomista Trentino Tirolese. «Una notizia che aspettavamo da settimane» scrive in una nota Dallapiccola. «Sognata da alcuni, temuta da altri. Sarete sicuramente d’accordo anche voi se vi dico a chi ho pensato. Può forse gioire, ad esempio, il personale sanitario? Chi lavora nelle ortopedie o nei reparti Covid, tanto per citare un paio di categorie. E non le trovate giusto un po’ importanti (!!), di questi tempi?». 

Dubbi, quelli del consigliere che si estendono anche sull'effettiva voglia delle persone di spostarsi, ammesso che ci sia un effettivo "via libera" tra le regioni da metà febbraio. «Ma spostando l’attenzione ad un’altra sofferenza» continua la nota di Dellapiccola «quella di alcune categorie economiche, quanto potranno davvero gioire? Mi spiego meglio. Ammesso e non concesso ci sia il via libera alla circolazione tra regioni, quanto ampio potrà esser il pubblico che abbia voglia di muoversi ad epidemia ancora in corso? E le vaccinazioni che ancora proseguono a rilento, quanta sicurezza potranno garantire? La conta dei numeri dei deceduti e dei contagiati, purtroppo, è ancora impietosamente alta. Il timore è che il respiro di sollievo sia davvero flebile. Ancora troppo».

L'altro punto di domanda che pone davanti all'entusiasmo della ripartenza riguarda i ristori: «La remuneratività dell’operazione apertura delle “funi”, a quanti ingressi pareggia? E non l’avete anche voi il brutto retro-pensiero che tutta questa operazione possa diventare una scusa per non ristorare le chiusure?  E quanta e quale promozione potrà invitare ospiti in serenità? È delicato pensare un messaggio chiaro. E’ un’arma a doppio taglio. Abbiamo ancora negli occhi le immagini di marzo scorso di Salvini e compagni leghisti trentini che da Campiglio invitavano tutti a salire in allegria». 

Dallapiccola pone sullo stesso piatto tutti i temi dibattuti in un anno di pandemia: economia, prevenzione, collaborazione. «La campagna vaccinale che procede e il tempo che scorre riporteranno il sereno. Già il tempo e il sereno. Quanto ci vorrà? Quanto, l’economia dovrà attendere ancora prima di invertire la recessione?» prosegue nella sua nota. «Non sarebbe stato meglio, forse investire in qualcosa di nuovo, intanto nell’attesa? Chiedo – soprattutto a me stesso – non si sarebbe potuto pensare di organizzare qualcosa assieme ai professionisti locali per tener in piedi anche loro, di settori? E collaborando con pacchetti ad hoc anche con la ristorazione e la ricettività? E questi eventuali progetti di divertimento nella montagna innevata, alternativi allo sci, non potrebbero risultare potenzialmente utili anche nel prossimo autunno?»

La nota del consigliere si chiude poi con l'invito, consuetudine di molti, di non abbassare la guardia: «Anche se l’ipotesi più fausta è che nel prossimo autunno il virus calerà, noi, non possiamo lasciarci trovare ancora una volta impreparati. La ripresa non sarà né immediata né automatica e si trascinerà, a mio modesto avviso anche per tutta l’intera prossima stagione. Ecco perché l’alternativa allo sci va creata. Punto! Per chi non scia per volontà personale o semplicemente perché la capienza temporaneamente limitata degli impianti non glielo permette.

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