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Caso San Bartolomeo, concluso lo screening: tutti negativi

Si è concluso anche il periodo di isolamento per i residenti delle palazzine E e F dello studentato

Tutti negativi ai tamponi gli oltre 200 studenti del San Bartolomeo in isolamento e sottoposti allo screening a causa di un focolaio scoppiato all'interno dello studentato a inizio marzo. I giovani coinvolti sono i residenti delle palazzine E ed F dello studentato che, a seguito dei 10 giorni di isolamento disposti dall’Azienda Sanitaria; sono risultati tutti negativi, confermando le previsioni positive del primo screening effettuato il 5 marzo, dove era stato trovato un solo positivo sui 202 tamponi processati.

Opera universitaria, che ha inviato più note alla stampa durante questo periodo di isolamento degli studenti, ne ha divulgata una a margine della chiusura dell'ultimo screening, quello di lunedì 15 marzo, di ringraziamento verso tutti coloro che hanno contribuito alla gestione dell’emergenza: "l’Azienda sanitaria, che ha prontamente allestito un cordone sanitario, il sindaco Ianeselli, l’assessore Bisesti, il rettore Collini, il direttore del Conservatorio Rizzoli, il commissario del Governo,  il questore e le forze dell’Ordine, la Protezione civile e i volontari della Croce rossa,  tutto il personale di Opera e le Cooperative che gestiscono per l’Ente i servizi negli studentati". Prezioso anche il supporto psicologico messo a disposizione dall'associazione Psicologi per i Popoli - Trentino ODV.

Un lavoro di squadra, quello messo in atto per verificare la diffusione del contagio all'interno dello studentato che ha avuto come punto comune salute e sicurezza dei residenti, per poi concentrarsi sulla protezione dell’intera città, attraverso un rapido lavoro di tracciamento dei casi e quindi poi il tampone a tappeto negli edifici coinvolti. "Sappiamo di essere una realtà che, per dimensioni e per popolazione, non può semplicemente essere messa in una bolla fino al termine dell’emergenza sanitaria" sottolinea la nota di Opera Universitaria. "Come abbiamo più volte ribadito pubblicamente in queste giornate, sin dall’inizio della pandemia abbiamo introdotto protocolli e diffuso raccomandazioni per il contenimento del contagio, che abbiamo sempre condiviso con i nostri studenti facendo un’azione di formazione, soprattutto nella fase iniziale in cui non si vedevano ancora gli effetti di questa pandemia. Siamo riusciti per un anno intero a contenere la situazione, dimostrando che il patto di corresponsabilità con gli studenti universitari può funzionare. Anche la situazione recente, per quanto grave, rappresenta un episodio che evidenzia che a fare la differenza continueranno ad essere i comportamenti individuali e i piccoli gesti che si compiono nel quotidiano".

Gli studentati aperti per non interrompere i percorsi nonostante le restrizioni. “Pensiamo che tenere gli studentati aperti, nel rispetto delle norme di sicurezza, seppur non a rischio zero, sia un’opportunità per i giovani di portare avanti la loro formazione, un doveroso investimento per le istituzioni attive nel campo dell’istruzione, un’occasione di rinsaldare il legame con il territorio che li ospita" afferma la presidente Frigotto. "Crediamo che sia doveroso provare ad andare avanti, sia per i nostri studenti, ai quali chiediamo un ulteriore sforzo di attenzione, sia per l’intera città, che contiamo di avere al nostro fianco ancora nei mesi che ci aspettano, a beneficio di tutto il nostro Paese”.

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