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Scuola e rinnovi, Cisl Scuola: "Come stanno le cose"

Flc sostiene che l'accordo non sia stato trovato e aderisce allo sciopero nazionale del 14 dicembre, Cisl Scuola spiega nel dettaglio cos'è accaduto mercoledì pomeriggio in Apran

Convocate d'urgenza in Apran, mercoledì 7 dicembre, le organizzazioni sindacali trentine del mondo scuola, si sono trovate a un tavolo con già delineate due alternative per la questione del rinnovo dei contratti per il personale Ata, Ae, infanzia e formazione professionale. In un precedente comunicato, Flc sostiene che non si sia arrivati all'accordo, aderendo così alla giornata di sciopero nazionale del 14 dicembre. Come spiegato nella nota di Monica Bolognani, di Cisl Scuola Trentino, la Delegazione Apran ha messo i sindacati di fronte a due alternative:

  • firmare l’accordo relativo agli aumenti tabellari e agli arretrati subito e posticipare a data da destinarsi la negoziazione sulle progressioni, sulle quali esiste tutt’oggi un blocco per via dell’impugnazione presso la Corte Costituzionale;
  • posticipare la firma del rinnovo economico 2019/2021 in toto questa primavera, attendendo lo sblocco delle progressioni, con il rischio però di perdere le risorse degli aumenti/arretrati.

Dure e categoriche le prime reazioni da parte di Cisl, che però "ha pensato alle lavoratrici e ai lavoratori che avrebbero potuto perdere quelle risorse che già sono state stanziate per gli aumenti tabellari e gli arretrati e quindi ha deciso di assumere un atteggiamento conciliatorio per favorire una soluzione accettabile" afferma Bolognani.

Sono state due ore di discussioni intense in Apran ma, diversamente da quanto fa intendere la Flc Cgil: "Si è trovato un accordo - spiega Bolognani -, che sarà sottoscritto fra alcuni giorni, per sbloccare l’aumento del tabellare con gli arretrati per il personale Ata, Ae, Infanzia, Formazione professionale. Lo stesso accordo prevede, inoltre, regole precise e definite per lo sblocco delle progressioni economiche, il quale sarà formalizzato in modo definitivo e certo a inizio marzo 2023".

La tempistica, spiegano ancora da Cisl Scuola, sarebbe dettata da una novità inattesa, scoperta proprio mercoledì e che cambia il quadro normativo di riferimento. "La Giunta - spiega ancora Bolognani - ha deciso di inserire un emendamento che interviene sulla Legge 7/1997, in occasione della Legge finanziaria provinciale in approvazione in questi giorni, il quale definirà il percorso per superare lo stallo nelle trattative e sbloccare le progressioni. Se, come tutto lascia presagire, questo articolo non sarà impugnato entro 60 giorni dal Governo, si procederà a sbloccare le progressioni. Giacché lo sblocco delle progressioni è sostanzialmente condizionato alla definizione di criteri oggettivi, siamo fortunatamente giunti a definire un requisito unico, concordato tra le delegazioni presenti, per accedere alla progressione in questa tornata: non aver subito nel triennio 2019-2021 un richiamo disciplinare pari alla sospensione dal servizio. Con questo accordo abbiamo la certezza assoluta di ricevere nei primi mesi del 2023 l’aumento del tabellare e i relativi arretrati, secondo le scadenze e le percentuali già comunicate e definite, e siamo ragionevolmente sicuri di ricevere nei mesi successivi anche la progressione economica orizzontale, sempre secondo le scadenze e le regole già definite da tempo, con i relativi arretrati. Cisl Scuola è pronta a negoziare senza perdersi d’animo mantenendo la lucidità sull’obiettivo, in questo momento primario: ottenere le risorse economiche per le lavoratrici e i lavoratori del settore interessato dal rinnovo". 

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