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Martedì, 7 Dicembre 2021
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Pubblico impiego, i sindacati rilanciano: "Fugatti bugiardo seriale"

Le parti sociali attendono una convocazione ufficiale dopo le rassicurazioni sul rinnovo

Sindacati del pubblico impiego ancora all'attacco sul fronte del rinnovo dei contratti. Non bastano le rassicurazioni giunte pochi giorni fa dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti, che aveva garantito come i fondi per gli adeguamenti sarebbero arrivati grazie al nuovo accordo con lo Stato centrale: "Con questo accordo, riteniamo sia giusto e doveroso rinnovare i contratti del pubblico impiego in Trentino. Ora ci sono le condizioni per farlo" aveva detto il presidente in conferenza stampa.

Dopo una settimana però, il nuovo affondo delle parti sociali: "Fugatti è un bugiardo seriale: rassicura e poi ci ripensa. Convochi le categorie e dica cosa intende fare del pubblico impiego trentino" scrivono in una nota congiunta i rappresentanti di Cgil Fp e Scuola, Cisl Fp e Scuola, Uil Sanità, Nursing Up, Fenalt e Satos-Trentino.

"Al di là di parole di circostanza, pacche sulle spalle ed elogi pelosi qua e là, questo presidente e questa giunta provinciale vedono come fumo negli occhi il comparto pubblico, un bacino evidentemente di poco interesse elettoralistico, e proprio non ce la fanno a pensare di 'sprecare' risorse per questi privilegiati, neppure nel quadro del mutato scenario economico finanziario di maggior favore per le casse provinciali, appena salutato in pompa magna" continua la nota.

Lo scorso 26 ottobre, ricordano i sindacati, oltre 3mila dipendenti pubblici dei vari settori erano scesi in piazza per manifestare contro il blocco contrattuale del pubblico impiego, unico caso in Italia.

Le sigle chiedono dunque una convocazione formale da parte del presidente, e si dicono pronte a nuove proteste: "Valuteremo nelle prossime ore le ulteriori iniziative di mobilitazione già preannunciate lo scorso 26 ottobre - non escludendo lo sciopero generale dei comparti pubblici - allorché il presidente Fugatti non ebbe il coraggio di incontrarci e mandò l’assessore Spinelli: quello che sta accadendo in Trentino è un fatto inusitato che interroga tutte le forze politiche e sociali sul ruolo della nostra Autonomia e sulla tenuta dei servizi che in forza dello Statuto Speciale il pubblico deve assicurare sul territorio".

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