Università: gli studenti "bloccati" a Trento dall'emergenza chiedono una riduzione degli affitti

"Crediamo con fermezza che noi studenti e studentesse siamo una categoria da tutelare, oltre che essere una ricchezza per il territorio trentino, che viviamo durante il nostro percorso di studio"

La stragrande maggioranza degli studenti dell'Università di Trento è costituita da ragazzi e ragazze che vengono da fuori provincia. Si sono ritrovati "bloccati" in Trentino dall'emergenza coronavirus ed hanno continuato a pagare l'affitto della casa, ma ora chiedono delle misure di compensazione soprattutto visto che, secondo le ipotesi alle quali il rettore Collini ha accennato in un'intervista, l'ateneo si starebbe attivando per prolungare anche a settembre la modalità a distanza per alcuni corsi.

Significa sette mesi di affitto "inutile", e l'Udu, Unione degli Universitari, non ci sta. Giovedì 7 maggio si terrà una prima riunione del tavolo al quale parteciperanno i rappresentanti degli studenti insieme all'assessore Bisesti, ai sindaci di Trento e Rovereto, al sindacato degli inquilini Sunia, alle rappresentanze dei proprietari Uppi ed al Rettore Collini.

Un primo passo è stato fatto per quanto riguarda le case affittate dall'Opera Universitaria: un rimborso tra i 50 ed i 250 euro, una tantum. una risposta ritenuta comunque insufficiente: "Considerando che l'affitto medio nelle residenze dell'Opera varia da 180€ per un posto in doppia a 220€ per una stanza singola al mese, l'erogazione di un massimo di 250€ a fronte di una spesa di circa ottocento euro per quattro mesi di affitto è insufficiente e anzi irrilevante". La richiesta è di un rimborso integrale dell'affitto di aprile e di una sospensione fino ad agosto.

Per la parte delle case private, invece, la partita è aperta. La Provincia potrebbe intervenire per rimborsare i proprietari, o concedere un bonus agli inquilini che dimostrino di essere rimasti a Trento perchè bloccati dall'emergenza. Ma si tratta dell'ennesima richiesta di risarcimento, e le risorse non sono illimitate. La strada, per ora, è quella di una specie di "class action" attraverso il sindacato Sunia Cgil per una rinegozziazione del canone d'affitto, pena la disdetta unilaterale da parte dell'inquilino in caso di mancato raggiungimeto dell'accordo.

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"Crediamo con fermezza che noi studenti e studentesse siamo una categoria da tutelare, oltre che essere una ricchezza per il territorio trentino, che viviamo durante il nostro percorso di studio. Le nostre proposte sono state presentate a tutte le componenti e le istituzioni possibili ed immaginabili. Ora andiamo ascoltati dal territorio" conclude l'Udu. 

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