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Rifugio Pian dei Fiacconi distrutto, il titolare: "Non lo rifarò più forte, la Natura è maestra"

I pensieri condivisi su Facebook: "Non voglio rifarlo con più cemento per resistere ad un'altra valanga"

"Mi chiedo, perché proprio a me, che ho sempre lottato per difendere questa montagna dallo sfruttamento? Forse proprio qui è la risposta, ora ho carta bianca e nulla da perdere e posso davvero mettermi in gioco. Cosa farò ora?". Questi i pensieri del proprietario del Rifugio Pian dei Fiacconi, distrutto da un'enorme valanga lo scorso 16 dicembre. Vent'anni di lavoro spazzati via dalla neve, per usare le parole dello stesso rifugista. L'edificio è stato abbattuto per metà dalla forza della neve. L'altra metà è da demolire.

Demolire per ricostruire, magari rinforzando la struttura con più cemento, più acciaio? Non sembra pensarla così il gestore, che su Facebook ha voluto condividere le sue riflessioni con i tanti fan del rifugio, molti dei quali hanno anche voluto dare un aiuto economico per ripartire. "Più cemento, più strutture di protezione, per difenderci da una natura aggressiva, per  dominare l'ambiente, e poi più rifiuti da lasciare ai nostri figli... Non so ancora cosa farò ma so bene cosa non farò: non rifarò un rifugio più grande e più forte, con più cemento per ripararlo da una valanga più grande. La natura è maestra e ci sta mandando segnali di allarme. Per trovare una nuova strada ho bisogno dell'aiuto di persone che pensano che si possa cambiare il nostro modo di vivere su questa Terra".  

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