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Il ricordo / Canazei

Marmolada, un anno dopo: "Nessuno poteva prevedere la tragedia"

Reinhold Messner ha ripercorso il disastro in cui morirono 11 persone. Fugatti: "La montagna non si chiude"

A Canazei è andato in scena l’evento “Marmolada, il futuro della montagna al tempo del cambiamento climatico”, l’apertura della tre giorni di eventi per commemorare la tragedia del luglio 2022: in quell'occasione, il distaccamento di oltre 63mila metri cubi di ghiaccio travolse a una velocità di 80 metri al secondo 11 persone, uccidendole. Una tragedia “senza colpevoli”, finita anche nei tribunali e recentemente archiviata.

Il re degli ottomila

Tra gli ospiti principali uno dei massimi esperti di montagne e di quota, il “re degli ottomila” Reinhold Messner, che ha commentato così quanto accaduto nella tragedia del 3 luglio 2022: “La montagna è là e ci offre la possibilità di emozionarci. Contiene però per sua natura dei pericoli: si tratta di ambienti che non possono essere esenti da rischi. E allora noi non possiamo che accettarlo, ma per questo siamo chiamati a frequentare le vette con questa consapevolezza e usando la massima prudenza”.

“Chi come me ha perso un familiare in quota (il fratello Günther, scomparso sul Nanga Parbat, ndr), comprende meglio di ogni altro che la montagna rappresenta una dimensione che supera ogni nostra capacità di immaginare o pensare. Non c’è rabbia, perché la montagna non compie errori. Nessuno poteva immaginare o prevedere un evento di quelle dimensioni in Marmolada. Il ghiaccio è molto sottile e un anno fa sicuramente il caldo ha avuto la sua parte nel crollo del seracco” ha concluso Messner.

A un anno di distanza, un’altra frana fa paura

L’intervento di Fugatti

Anche il presidente della Provincia Maurizio Fugatti è intervenuto all’evento, ricordando così quanto accaduto in quella domenica di dodici mesi fa: “Il ricordo è un dovere nei confronti di una comunità che è stata colpita al cuore. In quei giorni 127 operatori intervennero sul ghiacciaio nel giorno dell’evento, con il supporto di altre 96 unità di supporto. Mette i brividi pensare che queste persone hanno rischiato la vita, mettendo al primo posto chi era stato coinvolto nell’emergenza. Oggi la Provincia è impegnata nei monitoraggi con sistemi avanzati per indagare la presenza di acqua liquida nel ghiacciaio, ma la montagna deve continuare ad essere vissuta. Le precauzioni sono necessarie, ma diciamo no alle ideologie: le montagne non possono essere chiuse”.

Gli innamorati uccisi sulla Marmolada che vivono grazie a un sentiero

Il punto della scienza

Anche il glaciologo del Muse Christian Casarotto ha confermato che non vi erano elementi per anticipare ciò che è accaduto: “Solo con un mirato monitoraggio, utile a raccogliere dati di dinamica e movimento della massa glaciale, può essere possibile descrivere l’evoluzione della situazione. E la storia del ghiacciaio della Marmolada, che non ha mai fatto registrare eventi di questo tipo, rendeva ingiustificabile mettere in piedi questa attività prima del 3 luglio 2022. Il crollo del seracco rappresenta una variabile di quanto sta accadendo in tutto il mondo, con la consistente riduzione di volume dei ghiacciai causata dall’aumento delle temperature, aumento determinato dall’impronta antropica”.

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