Venerdì, 22 Ottobre 2021
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Dal prossimo 31 maggio riaprono i punti nascita di Cles e Cavalese

Passata la fase emergenziale della pandemia saranno riaperti i reparti di ostetricia e ginecologia nei due ospedali di valle, riprende gradualmente anche la presenza dei papà nel percorso nascita

Tornano i fiocchi rosa e azzurri negli ospedali di Cavalese e Cles: a oltre sei mesi dalla chiusura riprende il 31 maggio l’attività dei reparti di ostetricia e ginecologia nei due ospedali di valle. L’aumento dei contagi e delle ospedalizzazioni dello scorso autunno aveva reso necessaria una riorganizzazione delle varie strutture ospedaliere e la sospensione delle attività dei punti nascita, ad eccezione di quelli di Trento e Rovereto.

Nell’ambito del percorso nascita che accompagna le donne dall’inizio della gravidanza fino ai primi mesi dopo il parto e promuove il benessere della mamma, del bambino e della famiglia, si sta lavorando per tornare quanto prima ad una «normalità pre Covid». A breve alcune strutture riapriranno le porte ai papà e futuri papà, che potranno essere presenti ai vari controlli previsti durante la gravidanza e potranno stare accanto alla mamma e al bambino non solo durante il travaglio e il parto ma anche nei giorni successivi al parto in ospedale. L’obiettivo è di arrivare gradualmente ad una riapertura generale alla presenza del papà o di una persona a scelta della donna, durante tutto il percorso nascita, in linea anche con quanto indicato dall’Istituto superiore di sanità.

Dall’inizio della pandemia, per rispondere alle emergenti esigenze di riorganizzazione della rete assistenziale in tutta l’area materno-infantile, è stato necessario rivedere i percorsi di presa in carico delle donne in gravidanza, delle madri, dei padri e dei neonati. Come tanti altri utenti del servizio sanitario anche le famiglie sono rimaste «vittime» delle restrizioni per l’accesso alle strutture sanitarie e in generale di tutte le misure anticontagio che hanno di fatto privato le donne e le famiglie di importanti momenti di condivisione, dai controlli della gravidanza fino ai corsi pre parto.

Da marzo dello scorso anno non è stato più possibile organizzare gli incontri di preparazione alla nascita e le visite nei vari reparti degli ospedali nelle modalità tradizionali (incontri di gruppo in consultorio o in ospedale) ma – grazie allo spirito di adattamento di ostetriche e operatori sanitari – questi appuntamenti sono stati ripensati sperimentando nuove modalità online, cercando di vivere comunque la novità come un’opportunità. I servizi ospedalieri, territoriali e consultoriali con le ostetriche in prima linea, hanno quindi pensato di entrare, virtualmente, nelle case delle future mamme, proponendo gli incontri in modalità online. L’obiettivo è stato da subito chiaro: non lasciare che l’emergenza relegasse sullo sfondo il momento della nascita. L’impegno delle ostetriche e dei consultori non si è esaurito con gli incontri online, perché il supporto alle donne è stato garantito anche attraverso i contatti telefonici e la telemedicina.

Ora che la situazione epidemiologica è in miglioramento si punta ad integrare le modalità online con la contestuale e graduale ripresa dell’attività ordinaria nelle varie strutture. L’obiettivo è quello quindi di tornare agli incontri in presenza, nel rispetto di tutte le misure anti Covid e del vincolo degli spazi. Alcune strutture hanno già spazi adeguati per poter organizzare in  sicurezza incontri in presenza mentre per altre realtà si è alla ricerca di spazi alternativi. Alla base di tutto c’è la volontà di Apss di continuare ad offrire sostegno e orientamento al percorso materno infantile, dalla programmazione della genitorialità fino a dopo la nascita (con incontri individuali e collettivi). Il sostegno alle famiglie continua infatti anche dopo la nascita, direttamente a domicilio, in una cornice più ampia di promozione della salute materno-infantile e della famiglia.

Soddisfazione per la riapertura dei punti nascita e la progressiva ripresa dei servizi dell’area materno-infantile è stata espressa dall’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana: «la riapertura dei punti nascita significa tantissimo per le comunità delle valli di Fiemme e Fassa e delle valli del Noce, perché le future mamme torneranno a partorire in sicurezza vicino alle loro famiglie e ai loro affetti. La sospensione dei punti nascita – ha proseguito l’assessore – è stata dolorosa ma necessaria. È proprio nella fase dell’emergenza però che emerge la capacità di fare sistema: la rete delle nostre strutture ospedaliere ha dimostrato ancora una volta la capacità di adattarsi agli eventi avversi e riorganizzarsi secondo le nuove necessità che una pandemia come questa ha imposto. Gli ospedali di valle si sono messi al servizio del sistema e hanno dimostrato ancora una volta di essere presidi strategici».

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