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Dieci anni di residenza in Italia per le case Itea: nuovo stop alla norma. Sindacati: "Pronti a sostenere i ricorsi"

"Pronti a sostenere tutti gli stranieri che vedessero respinta la domanda, la Giunta cancelli la norma o pagherà di tasca propria" si legge nella nota di Cgil, Cisl e Uil del Trentino

La Giunta trentina ritiri la norma dei 10 anni di residenza in Italia per avere le case popolari. Un consiglio, meglio sarebbe dire un ultimatum, che arriva dai sindacati trentini in vista dopo la sentenza della Corte di Appello che ha nuovamente bocciato la legge (dopo un primo pronunciamento in settembre), dando ragione ad un cittadino straniero assistito dall'Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione.

"A febbraio capiremo se, dopo la sospensiva, anche nel merito le motivazioni di irragionevolezza saranno ritenute sufficienti o se sarà necessario un vaglio di costituzionalità. Resta il fatto che nei prossimi mesi la Corte Costituzionale dovrà esprimersi sullo stesso tema visto che altri tribunali hanno già sollevato la questione per quanto attiene alla normativa del reddito di cittadinanza. Annunciamo fin d'ora che sosterremo tutti ricorsi di cittadini stranieri residenti in Trentino che vedessero respinta la domanda", si legge nella nota firmata da Cgil, Cisl e Uil. 

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