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Welfare, arriva il contributo previdenziale per figli fino a tre anni

La Regione approva la riforma, sul tavolo 2,3 milioni di euro l'anno: "Importante chiudere il gap tra donne e uomini"

La Regione ha approvato nella mattinata di mercoledì 13 ottobre la nuova riforma previdenziale: un testo che ha come obiettivo quello di sostenere i nuclei familiari che hanno necessità di accudire figli piccoli o parenti non autosufficienti. Dalla Regione Trentino-Alto Adige un impegno di 2,3 milioni di euro l'anno.

La riforma prevede un contributo previdenziale per accudire i propri figli fino al terzo anno di vita o entro tre anni dalla data di adozione. Potranno beneficiare dell’aiuto da parte della regione anche i lavoratori con un contratto a tempo parziale e i liberi professionisti dopo il congedo di maternità. In lista si potranno mettere anche i lavoratori autonomi e i privati per i periodi di aspettativa non retribuita che non avranno più l’obbligo di usufruire del congedo parentale per poter ottenere l’aiuto previdenziale.

Entrando nel dettaglio e facendo un esempio pratico si vuole estendere i contributi, a sostegno della previdenza complementare, anche ai collaboratori domestici che, oltre ad avere una scarsa tutela in caso di malattia, svolgono poche ore a settimana e versano contributi molto bassi senza avere la possibilità di fare dei versamenti volontari.

Soddisfatto il vicepresidente della Regione Arno Kompatscher, che ha anche la delega alla previdenza sociale: "È una legge importante perché va sicuramente a migliorare la vita di tante mamme che accudiscono i figli e i parenti non autosufficienti. Con questa riforma semplifichiamo e andiamo ad aumentare la platea di coloro che potranno ricevere un aiuto previdenziale soprattutto dopo la pandemia da Covid19".

"Vogliamo rendere consapevoli le persone che esistono queste prestazioni che danno una mano a coloro che sono maggiormente in difficoltà in questo periodo di emergenza da Covid-19" continua Kompatscher annunciando la volontà di "snellire l’istruttoria delle pratiche ed erogare in maniera più rapida i contributi".

La legge, infatti, vuole rendere autonoma la verifica degli estratti conto e dei dati dell’Inps che non sono sempre tempestivamente aggiornati. Il rischio è che la situazione contributiva dichiarata al momento della domanda non coincida poi con quella verificata.

Kompatscher poi annuncia anche la partenza di una campagna informativa, pensata per fare in modo che "molte persone che ora non hanno cheisto il contributo, in futuro lo chiederanno. È importante - conclude il vicepresidente della Regione - chiudere il gap che si è creato per quanto riguarda la situazione pensionistica tra donne e uomini".

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