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Affluenza e risultati

Referendum giustizia, flop alle urne: affluenza al 13,04%

In regione ha prevalso il "no" sui primi due quesiti e il "sì" sui restanti tre portati a referendum

Niente quorum per il referendum giustizia, in tutta Italia, l'affluenza alle 23 di domenica 12 giugno era sotto al 21%, il Trentino Alto Adige ha raggiugnto il 13,04% ed è la regione con la percentuale più bassa. In regione ha prevalso il "no" sui primi due quesiti e il "sì" sui restanti tre portati a referendum.

I risultati

Il quesito numero uno chiedeva se avremmo voluto eliminare la legge Severino, il Decreto legislativo 235 del 2012, con il quale sono state introdotte delle disposizioni sull’incandidabilità di un politico a ricoprire cariche politiche o che introducono la decadenza del politico dal mandato.

Incandidabilità dopo condanna-2

Il quesito numero voleva lmitare le misure cautelari, le limitazioni alla libertà personale che, in fase di indagine, il pm (pubblica accusa) può chiedere di applicare su un indagato. Lo chiede al Gip (Giudice per le indagini preliminari) che può acconsentire o respingere. Le misure cautelari si dividono in personale e reali. Le prime agiscono sulla persona (per esempio custodia in carcere, arresti domiciliari, ma anche la sospensione della potestà genitoriale), le seconde vanno ad agire sui beni (per esempio sequestro di somme di denaro, di conti correnti o di altri beni di proprietà di qualcuno). Affinché si possa avere una misura cautelare, ci deve essere uno degli elementi di garanzia. Sono tre: il pericolo che la persona indagata sia a rischio di ripetere il reato (pensiamo ad un omicida seriale); il pericolo di fuga (per esempio se una persona non sia stabile in Italia e abbia i soldi per fuggire); inquinamento delle prove.

Limitazione misure cautelari-2

Il quesito numero 3 riguardava la separazione delle carriere dei magistrati. Il nostro sistema giustizia di basa tutto su una separazione delle parti. C’è il pm che accusa, ci sono gli avvocati che difendono e poi ci sono i giudici che sono super partes e devono giudicare chi ha ragione fra accusa e difesa. La criticità sollevata riguarda la permeabilità fra chi accusa e chi giudica. Per cui, in teoria, ci sono magistrati che, dopo aver passato un decennio a fare indagini, diventano poi quelle figure neutre che dovrebbero guardare con distacco e equilibrio il dibattimento in cui si formano le prove. Si alternano, anche in tempi brevi ed è anche capitato che lo facessero nello stesso processo.

Separazione funzione dei magistrati-2

Il quesito numero quattro del referendum mirava ad abrogare le norme sulle competenze dei membri laici nei Consigli giudiziari. Il Csm (di cui composizione e funzioni sono spiegate nell’ultimo quesito) ha fra le sue funzioni quello di valutare l’operato dei magistrati. Lo fa sulla base delle valutazioni che arrivano dai Consigli giudiziari, che sono organi ausiliari composti da cariche appartenenti alla magistratura e laici (professori universitari e avvocati) sparsi nei territori. La valutazione della professionalità e della competenza dei magistrati viene fatta solo dai magistrati che compongono i Consigli e non dai laici.

Membri laici consigli giudiziari-2

Il quesito numero cinque aveva l'obiettivo di modificare le modalità con cui si eleggono i membri del Csm, l'organo di rilievo costituzionale attraverso il quale la magistratura (civile e penale) si autogoverna, serve anche a garantirne l’autonomia e l’indipendenza. È composto da membri di diritto e da membri elettivi. I membri di diritto sono, oltre al Presidente della Repubblica (che lo presiede), il primo presidente  della Corte di cassazione e il Procuratore generale della Corte costituzionale. I membri elettivi sono per due terzi eletti da tutti i magistrati di ogni ordine e grado e per un terzo sono eletti dal Parlamento, riunito in seduta comune, a maggioranza qualificata (almeno i due terzi dei votanti).

Elezioni componenti togati CSM-2

Fonte: Eligendo

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